TRUMP IL BULLO LASCI STARE I MIGRANTI CHE CERCANO FORTUNA IN MESSICO

DI MARINA VIOLA

Forse Mister Trump non ne era al corrente, quindi è bene spiegargli che i caravan di cui è tanto preoccupato non hanno nulla a che fare con gli Stati Uniti. Vengono chiamati caravan i gruppi di persone, circa un migliaio, che ogni anno lasciano l’Honduras, il Salvador, il Guatemala e altri Paesi rovinati da violenza e povertà per cercare fortuna in Messico.

ESODO CHE CAPITA OGNI ANNO. Spesso a piedi, spesso con mezzi di fortuna, il gruppo, per lo più di donne, anziani e bambini, viene organizzato dal gruppo umanitario Pueblos Sin Fronteras, che offre supporto anche legale per ottenere visti e per educare i rifugiati, spiegando loro i propri diritti. È un fenomeno che capita ormai ogni anno durante il periodo di Pasqua, da cinque anni a questa parte.

GRUPPO DI CIRCA 1.200 PERSONE. Nel 2018 un gruppo di circa 700 persone provenienti dall’Honduras si è ritrovato in un Paese nel Sud del Messico a cui, strada facendo, altre persone si sono unite. Adesso il gruppo conta circa 1.200 persone provenienti anche da altre parti dell’America centrale.

Noi scoraggiamo i migranti che vogliono arrivare al confine con il Nord America, perché lì è molto difficile ottenere asilo politico

Il gruppo umanitario Pueblos Sin Fronteras

Alex Mensing, a capo dell’organizzazione umanitaria, spiega al New York Times il programma dei caravan: «Le autorità messicane hanno dichiarato di offrire visti umanitari ai migranti che ne hanno il diritto, per permettere loro di vivere legalmente in Messico. Altri migranti avranno la possibilità di ottenere dei visti di passaggio, che durano una ventina di giorni, che permetteranno loro di presentarsi in un ufficio che si occupa di immigrazione e iniziare il lungo iter per legalizzare il proprio status o per arrivare al confine con gli Stati Uniti e richiedere asilo o altre forme di protezione, ma noi scoraggiamo chi vuole arrivare al confine con il Nord America, perché lì è molto difficile ottenere asilo politico

». Di solito, aggiunge, buona parte del gruppo ci tenta comunque.

INUTILE CLIMA DI “TERRORE”. Insomma, è un evento annuale organizzato da gruppi centroamericani per aiutare popolazioni povere e disastrate a trovare fortuna in altri Paesi centro americani. Gli Stati Uniti, per quanto siano allettanti a molti immigrati (compresa, diciamolo ancora una volta, la First Lady) non c’entrano niente. Ma Trump questa cosa fa fatica a capirla, e continua a mandare raffiche di tweet offensivi e infantili creando così un clima di terrore e di inutile retorica anti immigrazione, che tanto piace ai suoi seguaci.

FOX NEWS INGIGANTISCE IL CASO. Ha scomodato tutte le cariche ufficiali che si occupano di immigrazione in Messico, accusandole di non essere severe abbastanza e minacciando ripercussioni economiche pesanti se non si fa come dice lui, e cioè se non li si manda tutti a casa. Sono notizie che Trump riceve quotidianamente da Fox News, che apparentemente guarda in modo ossessionato e che di una notizia di poca importanza ci fanno una trasmissione di due ore, con informazioni poco credibili e non pertinenti: è quasi matematico che pochi minuti dopo la fine delle trasmissioni di Fox News Trump scriva un tweet infuocato.

Un po’ la capisco, caro Mister President: sta cercando di deviare l’attenzione da tutti gli scandali nazionali e internazionali in cui è coinvolto, che partono dalle pornostar, passando per le tariffe e arrivano fino alla lontana Cina e alla scrivania di Putin. Sono giochetti che facevo anch’io quando ero piccola e mi si trovava con le mani nel sacco.

E I PROBLEMI SULL’AMBIENTE? Ma mi chiedo, caro Mister Trump, se la deve davvero sempre prendere con i poveri cristi, anche quando con gli Stati Uniti non c’entrano nulla? Perché invece non se la prende con le persone che ha appuntato a guidare il ministero dell’Ambiente, per esempio, che stanno piano piano eliminando tutti i passi avanti fatti dall’amministrazione precedente?

MEGLIO CHE VADA IN VACANZA. Perché non se la prende, che ne so, con chi non trova niente di male ad avere una società che permette ai ragazzini di comprare armi da combattimento? Perché, se proprio non vuole affrontare niente di tragicamente reale e concreto che sta succedendo a casa sua, non se ne va in vacanza per un paio di mesi? O almeno si sforzi di stare zitto un attimo? Mi ascolti: glielo dico con tutto l’affetto, mi creda. Basta fare il bullo. Grazie.

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