SCOPELLITI DA EMINENZA GRIGIA DELLA CALABRIA A RECLUSO

DI CECILIA CHIAVISTELLI

Giuseppe Scopelliti si è costituito dopo la condanna di ieri, definitiva, della Cassazione, a 4 anni e 7 mesi di carcere, in riferimento alla falsificazione dei bilanci comunali, al tempo del suo incarico di sindaco di Reggio Calabria. Si è presentato da solo nel carcere di Arghillà e le porte si sono chiuse dietro di lui, con piccoli ritocchi alla pena, tra cui la riduzione a cinque anni l’interruzione perpetua ai pubblici uffici.

La sua brillante carriera iniziò come presidente del Consiglio regionale della Calabria, lui, classe 1966, in una escalation, fino all’incarico di presidente della Regione Calabria, passando per il ruolo di sindaco di Reggio Calabria. Da giovane, laureando in economia e commercio, militò tra le file del Fronte della Gioventù anticamera dell’allora Movimento Sociale. Nel suo lungo percorso politico ha avuto occasione di far parte di vari gruppi di destra fino all’ultima campagna elettorale del 4 marzo, dove, fondendo, il suo partito costituito nel 2015 insieme all’ex sindaco di Roma Alemanno, con quello di Storace dando vita al Movimento nazionale per la sovranità. Il neonato movimento ha appoggiato Matteo Salvini, diventando il baluardo della Lega al sud. Scopelliti da dietro le quinte muove le sue pedine raggiungendo un obiettivo interessante del 7% e piazzando diversi suoi candidati.

Dal 2011 è indagato per violazione per atti d’ufficio sul caso di una dirigente, Orsola Fallara, morta in circostanze sospette, a cui era stato dato un incarico in comune nella sezione economica. Sempre in quell’anno si inizia a indagare su di lui per falso in bilancio nel periodo in cui aveva rivestito la carica di primo cittadino. Non è l’unica vicenda che getta un’ombra su quello che solo otto anni fa, veniva riconosciuto come al primo posto per quanto riguarda l’indice di gradimento dei sindaci italiani. In una di queste vicende Scopelliti risulta avere rapporti stretti con persone vicine alle cosche mafiose.