LA VENDETTA

DI SILVIA MAURO

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Ieri  mattina, sulla Casa Internazionale delle Donne, è apparso uno striscione contro la Legge 194, con i caratteri tipografici tipici della comunicazione dei movimenti di destra.

Dopo l’enorme manifesto in via Gregorio VII, per fortuna prontamente rimosso, è il secondo attacco in pochi giorni nei confronti delle donne e della 194.

Questa volta ancora più grave, perché fatto nel luogo che per tutte le romane (e non solo) simboleggia la lotta delle donne per vedere riconosciuti i propri diritti.

Il monitoraggio previsto dalla legge stessa ci racconta che la sua applicazione ha consentito un sempre più marcato calo degli aborti:

“… il tasso di abortività (numero di IVG per 1000 donne tra 15 e 49 anni), che rappresenta l’indicatore più accurato per una corretta valutazione della tendenza del ricorso all’IVG, è stato 6.6 per 1000 nel 2015 (-8.0% rispetto al 2014 e -61.2% rispetto al 1983), era 7.1 nel 2014. Il dato italiano rimane tra i valori più bassi a livello internazionale.” (Relazione 2016 del Ministro della salute al parlamento).

E questo con tutte le difficoltà che conosciamo rispetto alla corretta applicazione della legge stessa.

L’unica strage che va fermata è quella delle donne vittime degli aborti clandestini e delle mammane.

La legge 194, a quarant’anni dalla sua promulgazione, fa ancora paura, perché l’autodeterminazione, la consapevolezza e la libertà delle donne fanno paura.

Noi non arretriamo, siamo vicine alla Casa Internazionale delle Donne e difendiamo con forza le conquiste ottenute con forza e fatica dalle donne prima di noi.