MUNSTER, QUANDO IL MALE SI ANNIDA IN MEZZO A NOI

DI UDO GUMPEL

L’#attentato di #Muenster ci rivela qualcosa sul mondo inconscio di molti user -compulsivi ossessivi- nei social media. Appena si è letto del furgone piombato sulla folla in una strada del centro storico di Muenster, bella città nella Westfalia, ondate di tweet (è vero, twitter è il mezzo dei cretini per eccellenza) che sbraitavano contro “gli amici della Merkel”, “le risorse della Boldrini”, come se fosse verità accertata l’attentato di matrice islamista.
Lo vedono come attentato, perché desiderano un attentato terroristico: In cuor loro sperano che sia cosi. Perché nel loro mondo contorto tutti i mali sono di natura esogena, sono causate da forze esterne, “non-europee”.
E allora il loro mondo è a posto. Noi contro loro. Una contrapposizione che è diventata moneta politica. Si spende facilmente, toglie la necessità della riflessione, dell’analisi. E’ tanto facili: noi contro loro.

Il più delle volte i fatti però si mettono di traversa.
Ora sappiamo già che non lo era cosi, nel caso di Muenster. Noialtri che non abbiamo idee preconcette, non potevamo saperlo prima. Era possibile la matrice terroristica, come anche no. E allora noialtri aspettiamo le verifiche della Polizia che ci informa in tempi molti rapidi -ricordatevi dell’attentato di Monaco!- abbiamo saputo che l’omicida era un cittadino tedesco con forti disturbi psichiatrici.

Ora non è da escludere, gli psichiatri tra di noi lo sanno, che uno squilibrato che ha il desiderio del “suicidio allargato” si prenda pure ispirazione ai gesti dei terroristi islamici, ovvero la “modalità dell’attacco con la macchina sulla folla”. Possibile.
Che cosa possiamo imparare?

Scusate, se mi “auto-cito”: Il Male è tra di noi. Era uno squilibrato non aiutato in modo sufficiente. Era una persona con il desiderio – compiuto – di commettere un suicidio allargato. Si è portato con se altre 4, forse ancora di piu persone.

Chi studia i dettagli lo intuiva. Come? Un terrorista non avrebbe mai commesso suicidio. Si sarebbe fatto uccidere dalla polizia, al suicida i testi poco sacri della mala-interpretazione coranica (ab)usata dai terroristi garantisce l’inferno, mica le 72 vergini che noialtri ormai sappiamo esser una altra presa per i fondelli trattandosi soltanto di una maltraduzione dall’aramaico in arabo alto, in realtà sono 72 chicchi di uva fresca.
Ma a parte di questi disquisizioni teologiche: L’attentatore era un malato grave, cresciuto in mezzo a noi. Non era uno venuto da fuori. E’ quel Male che colpisce ovunque. E facciamo un ragionamento completo: Altre vittime degli squilibrati “home-grown” non li impediamo con gli slogan anti-islamici. Dobbiamo dire ai familiari delle vittime la verità, non deviare il discorso.

Dunque ripeto: Il Male si annida in mezzo a noi, e anche delle volte dentro di noi. Ma quello non si combatte con le “espulsioni rapide”, con gli aerei verso l’Africa.