IL CASO LULA E IL SOCIALISMO INTERNAZIONALE

DI MASSIMO RIBAUDO

Sull’arresto di Lula da Silva – il Craxi che ci è simpatico – ci sarebbero interi volumi da scrivere, e sintetizzare qualche valutazione è difficilissimo.
E’ una delle notizie più importanti e viene trattata malissimo da tutti gli organi di stampa.

Lula da Silva deve essere eliminato, come fu eliminato Dominique Strauss Khan dalla corsa alle presidenziali francesi, come man mano vengono eliminati – politicamente o fisicamente – tutti i leader socialisti vincenti.

Poi ci lamentiamo che quelli che vogliono restare vivi si uniformano, si arrendono, al neoliberismo globalista… Lo fanno per restare vivi, appunto.

Bisogna ragionare con attenzione su un problema fondamentale. E’ ancora possibile instaurare un barlume di legislazione e di governo di tipo socialista in una democrazia occidentale che accetta il mercato concorrenziale?

La storia ci dice di no. E quindi è inutile blaterare di Pd, di Renzi e di Bersani. Il sistema occidentale non consente socialismo.

Non facciamo convegni sulla sinistra, non facciamone proprio più. La sinistra esiste, ma se si realizza e governa, o deve piegarsi alle modalità neoliberiste, oppure i loro leader vengono uccisi o vanno in galera.

Oppure ce ne dobbiamo inventare una non socialista. Altrimenti dobbiamo fare come la Russia. E abrogare la nostra costituzione. E non avere più la Sesta Flotta Usa con i suoi sommergibili atomici a Napoli e Brindisi.

Mi pare un programma di difficile realizzazione.