M5S, JACOBONI INVIATO NON GRADITO. QUESTIONE PERSONALE NON PROFESSIONALE

DI UDO GUMPEL

I “pennivendoli” de “il sistema” oggi sono i pennivendoli del M5S.
Ci risiamo: Al “riposizionamento” dei giornalisti “equivicini” al potere, come lo definiva Indro Montanelli, rimasto scottato dalla sua infatuazione per Mussolini. Ma la categoria pare abbia imparato poco nei decenni. O è soltanto l’odore della mangiatoria del potere? C’è da manjar pe’ tutti?

Che il M5S abbia dato ordine (il 7-Aprile) al suo servizio in sala al complesso Ex-Olivetti di non far entrare al suo convegno “officina H” Jacopo Jacoboni, giornalista de La Stampa, e autore di un libro alquanto critico con il M5S del titolo “l’esperimento”, è un dato di fatto pacifico, confermato in ultima anche dal Direttore Maurizio Molinari quando gli dicono: “Il suo inviato non è persona gradita”.
“Persona non gradita”. Con questa formula i paesi espellono le spie. Jacoboni è evidentemente per il M5S una spia del sistema – della quale colpa è evidentemente il fatto che non si è riposizionato. Come tanti suoi colleghi.

Che i partiti vogliano giornalisti al loro servizio, “amici”, lo do per certo. Non solo in Italia, evidentemente. Che i giornalisti però stiano al gioco, non è solo sgradevole, ma vomitevole. Se ne avessimo ancora da vomitare, dopo i tanti anni di spettacoli indecenti da parte di persone con la tessera dell’Ordine che si prostravano dinanzi ai potenti di turno. Dunque, il fenomeno non è affatto nuovo.

Ora tocca al M5S di esser IL POTERE. Ora si inchinano davanti al M5S. E ad esso -fino a prova contraria- sta pure bene.

Un esempio per il “riposizionamento” vicino al nuovo potere?
Durante il convegno su menzionato il Direttore Enrico Mentana critica dal palco l’esclusione di Jacoboni. Silenzio della platea. Godono del nuovo potere, i nuovi padroni del vapore in Italia. Un’altro collega invece, che si è fatto la fama di grande giornalista investigativo, soprattutto sul Vaticano, Gianluigi Nuzzi, pende dall’altro lato. Dice dal palco: “i taroccati non li vogliamo noi”.

Ecco le mie domande semplici: Chi sarebbe il “noi”? Nuzzi è l’organizzatore del convegno, organico membro M5S? Oppure solo un “riposizionato”? E poi l’uso del “taroccato”. L’accusa è che l’inviato de La Stampa avrebbe tentato di intruffolarsi in sala con un accredito invalido, non ci sarebbe stato più posto etc. Nuzzi fa riferimento a questo “tarocco” di un accredito. A parte del fatto che Jacoboni a Torino (!!) è piuttosto riconoscibile, un giornalista ha il dovere di fare il cronista con ogni modo, anche in luoghi “ostili”, e se pure lo avesse tentato con l’accredito di un altro, non sarebbe un “reato” giornalistico da criticare, ma un modo per lavorare. Se non mi ricordo male, pure il grande autore Nuzzi abbia avuto accesso a stanze e luoghi del Vaticano in modo non proprio regolato dalle autorità vaticane. Perché dunque posizionarsi dal palco del M5S contro il collega? Per incassare uno scrosciante applauso?

Che dietro al diniego di accesso ci sia la questione dei servizi scomodi del cronista torinese si evince anche dal fatto che Emlio Carelli, Ex-Direttore SkyTg24, che ha tentato ancora a convincere i suoi nuovi compagni di viaggio, invano. Anche l’ex-Direttore non ha potuto farci niente, e posti c’erano: altri due inviati de La Stampa sono entrati dopo e pure senza accrediti precedenti. Pare chiaro: la ragione del rifiuto è il giornalista “scomoda”.
Hanno fatto una brutta figura? Ma chissene, avranno pensato. In un paese come il nostro non à un grave danno, ma un avvertimento che fa saltare sul carro nostro.
Evidentemente il godimento del potere appena acquisito è troppo forte.

Finora il M5S aveva dalla sua soltanto la truppa di pochi giornalisti convinti e pochi media, ora il Mainstream si sta riposizionando. E ora ci godono, comprensibilmente.

Quello che io invece godo assai meno è l’atteggiamento di taluni giornalisti che non solo stanno in silenzio ma applaudono pure. Quelli sono i peggiori per me.
Ora vado subito a comprarmi il libro di Jacopo, mi scuso non lui, non l’ho ancora fatto.

Nei prossimi giorni poi il pezzo che ho già in macchina sulla mia personalissima esperienza con il Renzismo, le ragioni del fallimento di un progetto. Non l’ho dimenticato.
Chiudo con le parole del Direttore de La Stampa:
“Chi lavora per guidare il Paese non deve temere opinioni dissenzienti, anche le più urticanti: è qui che si misura la maturità di un movimento politico”.

Ed ecco la riposta ufficiale del M5S, leggetela e godete: “l’accesso a Iacoboni è stato impedito perché il M5S non ha gradito alcuni suoi articoli. Si tratta di una questione personale e non professionale”