SCANDALO FACEBOOK, MEA CULPA DI ZUCKERBERG IN AUDIZIONE AL SENATO

DI CHIARA FARIGU

Si è addossato tutte le responsabilità Mark Zuckerberg, ieri sera, in audizione al Senato americano davanti al quale si è presentato per raccontare la sua versione dei fatti sullo scandalo datagate di Cambrige Analytica. Per oltre cinque ore ha risposto pazientemente alle domande dei senatori, assumendosi la piena responsabilità del furto dei dati di milioni di utenti e dell’utilizzo inappropriato che successivamente che Cambrige poi ne ha fatto. E’ il suo secondo mea culpa, quello di ieri. Il primo, qualche giorno dopo lo scandalo che fece precipitare in Borsa i social Facebook e Twitter di cui è proprietario. Messo all’angolo su più fronti e con lo spauracchio di una class action volta al riconoscimento dei danni subiti, a Zuckerberg non gli era rimasto che  riconoscere i propri errori.

“Abbiamo la responsabilità di proteggere i vostri dati, e se non riusciamo a farlo non meritiamo di essere al vostro servizio”, scrisse in quei giorni sul suo profilo FB. Un lungo mea culpa per essere caduto nella trappola di una società che quei dati, prelevati per fini accademici, furono invece rivenduti con altri scopi, le più gravi le interferenze sul voto alle presidenziali Usa, provocando uno scandalo mondiale. Ma essendo lui il creatore e il gestore del social, ha ammesso ieri, quanto è accaduto non può prescindere da una sua diretta responsabilità. E’ certo, ha detto più volte nelle sue dichiarazioni, che la sua società ha commesso diversi errori nel passato ma anche nel presente probabilmente non ha fatto e non fa ancora abbastanza per combattere i problemi legati alle fake news, all’incitamento all’odio e alla stessa protezione dei dati.

Domande su domande che chiedevano risposte precise ieri in Senato. Ben 44 per oltre cinque ore di interrogatorio per sapere come rimediare ai vari sbagli commessi, quali soluzioni mettere in atto.
E’ stato un chiaro errore fidarsi di Cambrige ma è pronto a correre ai ripari il 33enne fondatore di Facebook. Disponibile a individuare e applicare nuove regole affinché i dati forniti siano inviolabili e inaccessibili, così come a individuare gli illeciti commessi. La piattaforma, ha assicurato, rimarrà sempre gratuita
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