STORIA DELLA MADONNINA DI MONTE MARIO CHE STA PER COMPIERE 65ANNI

DI FABRIZIO FALCONI

E’ una presenza ormai familiare nello skyline della città di Roma, e lo è da 64 anni, che diventeranno 65 il prossimo 3 giugno, quando ricorrerà l’anniversario del suo insediamento sul punto più alto di Monte Mario, che domina il paesaggio cittadino.
Pochi romani però ne conoscono la storia.
La statua della Madonna dorata – alta ben 9 metri e posizionata su un piedistallo alto 18 – è il frutto di un voto popolare, incoraggiato durante il periodo più buio della Seconda Guerra Mondiale, culminato con l’occupazione nazista di Roma. 
In quei giorni i padri del Don Orione, si fecero promotori – con il sostegno di Papa Pio XII – di un voto popolare per proteggere la Città Eterna e i suoi abitanti, un voto che ebbe una enorme accoglienza tra la popolazione, con la raccolta di oltre un milione di firme. 
La statua oggi esistente rappresenta l’esaudimento e lo scioglimento di quel voto. La liberazione di Roma, infatti, avvenne il 4 giugno del 1944, quando l‘esercito tedesco lasciò la città, in direzione nord, attraverso proprio la Via Trionfale che si inerpicava – e si inerpica – per Monte Mario, mentre gli Alleati entravano da Sud.  Incredibilmente, la liberazione fu rapida e pacifica, rinunciando i tedeschi a difendere Roma al prezzo di sanguinosi combattimenti. 
Ciò fu visto dal popolo come una conferma della protezione di Maria. Così, nel 1953, si provvide a sistemare una grande statua della Madonna “Salus Popoli Romani”, che in modo piuttosto simbolico era stata realizzata da uno scultore ebreo, Arrigo Minerbi, protetto e salvato proprio dai padri del Don Orione del convento di Via Appia. 
La Madonnina appena collocata sul piedistallo in una foto di Monte Mario del 1953
 
Da allora una processione si svolge, ogni 3 giugno, in ricordo dell’erezione della statua e anche per celebrare l’anniversario della liberazione di Roma, avvenuta il 4, al termine della quale, una corona di fiori viene infilata al braccio della Madonna, a 27 metri di altezza.
A Maria fu, in seguito di quel voto, promessa anche un’opera di culto e un’opera di carità, con la destinazione dei due grandi edifici di Via della Camilluccia all’accoglienza degli orfani e dei bambini mutilati della seconda guerra mondiale. 
la statua danneggiata dalla tromba d’aria
 
Nell’ottobre del 2009 la statua fu seriamente danneggiata e semidistrutta da una tromba d’aria: soltanto dopo lunghi mesi di restauro fu possibile ricollocarla nel suo sito originario. 
E così la Statua che veglia su Roma è tornata al suo posto, presenza fissa anche per le migliaia di tifosi che ogni domenica frequentano lo Stadio Olimpico.