ASSAD, IL VERO OBIETTIVO: COLPITA LA SIRIA DAI MISSILI USA. E’ SOLO L’INIZIO

DI ALBERTO TAROZZI

Primi missili Usa sulle città siriane e su obiettivi strategici. Le agenzie parlano di obiettivi strategici e di un minimo numero di feriti.
Tutto qui? Solo un’azione mirata e dimostrativa coperta da una sottile diplomazia sotterranea con Mosca? E’ solo un rischio ben calcolato?

Anche se, ma non ne siamo affatto convinti, le azioni, le repliche di Mosca e le controrepliche avessero un raggio di azione limitata, abbiamo forti dubbi che nel medio periodo la situazione possa stabilizzarsi in forma, quanto meno, di tregua. Ci dobbiamo infatti domandare quale sia il vero obiettivo di questa azione.
Non crediamo possa essere la pura e semplice “punizione” del governo siriano e dei suoi sostenitori esterni per le vittime di Duma, per un attacco chimico i cui lineamenti restano ancora da dimostrare.

Parliamoci chiaro: l’obiettivo è la deposizione di Assad, troppo vicino alle posizioni dell’Iran.
E’ quanto esige Israele, che su questo punto ha visto arenarsi le sue trattative sotto banco con Mosca, nonostante Putin avesse concesso loro le postazioni sul Golan.
E’ quanto esige l’Arabia Saudita, che ha pubblicizzato le sue esigenze guerrafondaie, che hanno Tehran come obiettivo finale, nel viaggio di propaganda del suo nuovo leader Salman a Parigi.
E’ quello che vuole la Turchia, che in cambio, bontà sua, se le lasciano bombardare i nemici curdi potrebbe pure svolgere un ruolo di mediazione.

Ma è quello che non può tollerare Mosca. Diciamo di più: è quanto Mosca non può assolutamente concedere sotto la minaccia dei missili statunitensi, ma che semmai avrebbe potuto ammettere sul medio periodo nel corso di una trattativa sotto banco.

Non può perdere la faccia dopo aver vinto la guerra.

Le cose continueranno, non sappiamo con che tempi e con quali azioni, ma stiamo sicuri che non può risolversi in un’azione dimostrativa. E la possibilità del precipitare in un conflitto su scala mondiale sono legate a un filo. Una mossa falsa in accesso e il pianeta ne risentirebbe in misura imprevedibile.
Due volte vittime i bambini morti a Duma e come loro tutti i civili curdi morti ad Afrin o a Mosul, quando per sconfiggere l’Isis l’attacco condotto dagli Usa vide 10mila morti civili, non certo per un raffreddore e senza limiti di generazioni o di generi. La loro tragedia potrebbe essere l’inizio di una tragedia su scala mondiale.

E allora cosa avranno da dirci i nostri profeti che, come Saviano, avevano parlato di attacco di Assad con gas chimici una settimana prima che gli Usa lo denunciassero e oggi si turano il naso col più beota dei manifesti? Loro sono capaci di prevedere tutto, forse perché qualcuno li informa per tempo delle strategie in atto. Ci dicono si tratti del mago Otelma.

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