SERIE A : ATALANTA-INTER 0-0, SPALLETTI HA SMARRITO LA VIA DEL GOL

Di VANNI PUZZOLO

La tattica

Dea molto meglio nel primo tempo, Icardi e compagni non segnano più: terza gara di fila in bianco.

Nel quarto anticipo della 32a giornata di Serie A, l’Inter pareggia 0-0 contro l’Atalanta e per una notte aggancia Roma e Lazio al terzo posto.
Spalletti schiera la difesa a tre e il primo tempo è tutto di marca atalantina con 5 nitide occasioni da gol, mentre i milanesi sono pericolosi solo con Perisic (due volte).
La Dea cala il ritmo nella ripresa, ma l’Inter non ne approfitta: terza gara di fila senza trovare la via del gol.
E corsa Champions rallentata.
E se nel derby e a Torino la squadra aveva prodotto gioco e palle gol, oggi un chiaro passo indietro con un primo tempo in balia della freschezza atletica dei bergamaschi, e con i nerazzurri incapaci di adattarsi ad un’improvvisata difesa a tre. Con Santon e Cancelo incapaci di tenere da soli le rispettive fasce.
Incomprensibile anche il cambio di Gasperini che a fine primo tempo sostituisce un’ottimo Barrow con lo statuario ma troppo statico Cornelius.

Corsa Champions a rilento

Spalletti aveva sognato il sorpasso alla coppia Roma-Lazio, ma la sua Inter conferma l’allergia primaverile a trovare la via del gol e nella trasferta di Bergamo c’è da salvare solo il punticino che solo il tempo dirà se prezioso o meno nella lotta con le romane.
Intanto c’è da registrare l’ennesimo rallentamento nella corsa Champions, che di questo passo rischia di rimanere un semplice sogno di mezza estate.
Due punti in tre partite, terza gara di fila senza trovare la via del gol: i numeri sono preoccupanti, così come il gioco.

La partita

Spalletti per l’assenza di Brozovic ha rivoluzionato l’assetto schierandosi a specchio rispetto alla Dea con la difesa a tre, ma il risultato è stato solo quello di regalare tutto il primo tempo ai padroni di casa.
Vero che Perisic ha avuto due grandi occasioni, ma gli errori in impostazione sono stati davvero troppi ed è venuta a galla una certa pochezza tecnica che non può non preoccupare. Un po’ meglio nella ripresa, quando la squadra di Gasperini ha accusato la stanchezza e abbassato i ritmi, ma Berisha ha corso davvero pochi pericoli.
L’uscita di Barrow per far posto a Cornelius ha facilitato il compito di Miranda e compagni, che hanno guadagnato campo e nel finale hanno premuto sull’acceleratore.
Ma in questa squadra se non segnano Icardi e Perisic non segna nessuno: un limite di cui Roma e Lazio, una di fronte all’altra domenica sera, possono approfittare.

Spalletti prova a sorprendere Gasperini schierando la difesa a 3 con Skriniar-Miranda-D’Ambrosio, ma gli unici a essere sorpresi sono i suoi giocatori che per 10 minuti abbondanti non ci capiscono nulla.
L’Atalanta, infatti, è molto più reattiva e arriva sempre per prima sulle seconde palle.
Cancelo non ne combina una giusta, Santon dall’altra parte è troppo timido e la coppia Gagliardini-Borja Valero non riesce a consegnare palle decenti ai tre davanti.
Il solo Rafinha, con qualche accelerazione e giocata, prova a fare qualcosa di buono, ma il predominio della Dea è tanto lampante quanto imbarazzante.

Alla banda Spalletti non riescono due passaggi di fila e i padroni di casa hanno davvero gioco troppo facile.
Solo un Handanovic in grande serata e qualche errore di mira (clamorosa l’occasione sprecata da Gomez) tengono in vita un’Inter che sembra tornata quella di qualche giornata fa: lenta e in confusione.
Sono solo due i pericoli portati dalle parti di Berisha, sempre con Perisic: bravo il numero 1 albanese ad alzare in angolo la botta del croato, che poi nel finale di tempo lo grazia calciando a lato in diagonale e divorandosi il gol del vantaggio.
Sono, invece, 5 le palle-gol nitide create dai bergamaschi, che meriterebbero ampiamente il vantaggio.

La ripresa è decisamente più equilibrata, soprattutto perché all’Atalanta mancano le energie e perché in casa Inter era davvero difficile fare peggio.
Miranda si trova decisamente più a suo agio con Cornelius rispetto a Barrow, Cancelo mette in mostra le sue grandi qualità quando è chiamato ad offendere e la Dea soffre terribilmente fino a lasciare campo e palla ai milanesi nella parte finale.
Eder prova a dare la scossa, ma l’allergia al gol si manifesta anche a Bergamo.
La supremazia territoriale non si trasforma in occasioni da gol e lo 0-0 ha molto più il sapore di due punti gettati via piuttosto che di uno guadagnato.
Martedì a San Siro arriva il Cagliari: la vittoria è d’obbligo per non perdere il treno Champions