I FRUSTRATI DEL NOSTRO TEMPO

DI LUCA SOLDI

 

Sabato 6 aprile si è tenuto a Roma una importante assemblea di alcune componenti antipapiste.

Quel mondo che rifugge dal pontificato di Francesco si è ritrovato in una sala della periferia romana.

Un paio di cardinali, cento presenze, due vescovi, un diacono.

Con loro Marcello Pera, ex presidente del Senato, che poi ha rappresentato l’atto di accusa.

In particolare l’attenzione si è rivolta 

alla  controversia sull’eucarestia ai divorziati risposati a cui l’Amoris Laetitia post-sinodale ha aperto la strada attraverso il discernimento e la cura pastorale. 

Una questione con dei contorni ben delineati, rivolta ad una parte ancora limitata ma ch’è stata utilizzata per un fenomenale attacco mirato contro l’attuale pontificato.

Per tutti è parso gravissimo il pronunciamento, trapelato, del cardinale Burke che si è spinto fino alla proposta di una destituzione del papa mediante il ricorso – singolare per un canonista – al “diritto naturale”, ai Vangeli e alla tradizione.

Francesco non può certo temere da tutto ciò ma l’ardire del manipolo dei frustrati, a più di uno, evidenzia una fragilità che avrebbe da essere colmata.

Una osservazione che verrebbe di indirizzare verso il mondo di quei cattolici “progressisti” che sembra non abbiano colto appieno il senso “semplice” ma non semplicistico dell’intero pontificato: c’è solo il Dio che ama e perdona. 

Una responsabilità che nulla toglie a quanti si sono ritrovati a Roma.

A quanti gradirebbero una Chiesa dove non fosse lecita la libertà del cristiano, dove fosse bandito il discernimento, esclusa l’autorità della coscienza, e ogni scelta etica fosse eteronoma rispetto alla persona, scritta in un prontuario e da adottare, magari usando le moderne tecnologie con un semplice clic.

Ben al di là della questione dei divorziati quello degli “ortodossi” è stato un vero e proprio anatema contro 

“Amoris Laetitia” contro la libertà del cristiano e dell’uomo, contro la visione del pontefice arrivato dalle “periferie del mondi.

Altre parole “negative” sono giunte dal cardinale Brandmüller.

La sua visione è stata ben chiara.

Superare Bergoglio e oltrepassare con un ritorno al passato il senso della riforma conciliare di Giovanni XXIII

Tornare alle crociate dei, al muro contro muro, alle inquisizioni che tanto hanno devastato uomini e principi.

Il tutto ben riassunto dall’ex presidente del Senato Marcello Pera, che ha spiegato di un mondo come se non ci fosse mai stata l’incarnazione, come se Gesù non avesse annunciato la liberazione dei prigionieri e il riscatto dei poveri.