CON VALERIA FAVORITO PER RICORDARE FABRIZIO FRIZZI

DI RENATA BUONAIUTO

Valeria Favorito ha trent’anni ma ne ha solo undici, quando la sua vita s’intreccia con quella di Fabrizio Frizzi.
E’ solo una bambina, ma conosce già la paura, la sofferenza, l’impotenza. La leucemia linfoblastica acuta sta devastando il suo giovane corpo e tutti i cicli di chemio, le punture lombari, i farmaci non riescono a contrastare l’avanzare di quelle cellule impazzite che per uno strano motivo hanno iniziato a farle la guerra, attaccando quelle sane. La sua vita è appesa ad un filo, occorre un trapianto di midollo osseo, si cerca nella banca dati dell’ADMO, un donatore compatibile. Al Policlinico di Verona il dottor Fabio Benedetti, del centro trapianti, sollecita la ricerca, Valeria sta male, il tempo è un nemico che rema contro. A Roma c’è un midollo compatibile, si riaccendono le speranze, solo che queste cellule appartengono ad un uomo “speciale” Fabrizio Frizzi, in quei mesi impegnato nella realizzazione di una fiction. In via eccezionale si procederà al trapianto di domenica, per non danneggiare nessuno, sarà solo lui a sottoporsi ad uno stress ulteriore ma, abbiamo imparato a conoscerlo, per lui gli altri vengono sempre prima.
Valeria, comincia a recuperare, pian piano torna ad essere la bambina allegra e felice che era, ma nella sua testolina rimane una domanda “Chi mi ha donato questa seconda vita?”. Una legge, impedisce la diretta conoscenza fra pazienti e donatori. Le eventuali letterine di ringraziamento devono transitare in totale anonimato attraverso l’ospedale. Valeria però è testarda e poi c’è un tarlo che le brulica nella mente. Scopre che fra i donatori di quel periodo c’è anche Frizzi e inizia a domandarsi perché il suo trapianto sia avvenuto in un giorno così anomalo.
Scrive una lettera ma, questa volta bypassa tutti e la indirizza direttamente a lui, per essere certa finisca nelle giuste mani si apposta a bordo campo durante una “Partita del Cuore”, che guarda caso si svolge proprio nella sua città, Verona. In quell’abbraccio infinito si sciolgono tutti i suoi dubbi e si diffonde una tenerezza immensa che accompagnerà per sempre il loro cammino.
Valeria, scrive un libro, “Ad un passo dal cielo”, i proventi sono per la ricerca. Ma non si ferma lì, s’ impegna nella ricerca di fondi, partecipando ad innumerevoli iniziative e spesso la vediamo affianco al suo “fratellone” Fabrizio Frizzi, che la guarda crescere con l’affetto e l’attenzione di un vero Angelo.
Valeria, ci racconta che da quando le loro vite si sono intrecciate indissolubilmente, Fabrizio le manda un messaggino oltre che per il suo compleanno ad agosto, anche per il giorno della “rinascita”,il 20 maggio. Solo dopo qualche anno Valeria gli confesserà che in realtà lei ha ricevuto il midollo il giorno seguente e quindi la sua “rinascita” dovevano festeggiarla il 21.
Nel 2013, dopo un banale esame di controllo viene chiamata dal centro ematologico perché i suoi esami risultano alterati. Un nuovo prelievo e la conferma che una nuova leucemia l’ha colpita. Consapevole di quanto l’aspetta, con i timori e la sofferenza di una terapia invasiva e lunga nel tempo, Valeria decide di non informare Fabrizio e quando le giunge il suo messaggino di auguri, finalmente nel giorno esatto, lei ringrazia e continua a tener stretto il suo segreto.
Da Fabrizio non ha preso solo il “sangue”, non ha preso solo la stessa luce che attraversa i loro occhi ma, anche la sensibilità. Non intende angosciarlo e preoccuparlo in alcun modo. Sarà suo padre a chiamarlo qualche tempo dopo e Fabrizio la mattina seguente sarà lì a sostenere ed abbracciare ancora la sua “sorellina”.
Questa nuova battaglia per Valeria significa anche dover fermare tutti i preparativi per il suo matrimonio, ma ad una cosa non intende rinunciare, una festa per quel “matrimonio sospeso”, che doveva essere celebrato il 21 dicembre, deve e vuole farla anche contro il parere dei medici. Con il suo inseparabile amico organizza una cena, un’occasione speciale che si trasforma in un’ennesima manifestazione di solidarietà. Decine e decine di copie del suo libro vengono acquistate e tutto il ricavato viene offerto al reparto di ematologia del Policlinico Borgo Roma, di Verona. Ha la febbre ed è ancora debilitata dal trapianto, Fabrizio si preoccupa per lei, ma il suo cuore immenso e la generosità infinita, le fanno superare tutta la fatica.
Valeria pian piano ritorna alla “normalità”. Finalmente può programmare una nuova data per quel fatidico “Si”. Per quel giorno così importante, non può dimenticare Frizzi e da lui si reca qualche settimana fa. Lo vorrebbe come testimone di nozze.
Fabrizio Frizzi sa bene che adesso i ruoli sono invertiti, è lui ad aver bisogno di aiuto. Ha bisogno che la ricerca faccia qualcosa e lo faccia in fretta perché il malore improvviso avuto il 23 ottobre, ha mostrato un’aggressività ed una violenza inaudita.
Da Valeria, Fabrizio Frizzi trova il coraggio e la forza per rialzarsi ma, è una guerra impari e lui lo sà. Le promette che ce la metterà tutta ma non può dirle nulla di più. Il suo pensiero corre al regalo: “Cosa desideri?”, la risposta di Valeria è la più dolce si possa ascoltare “Solo che tu ci sia”.
Fabrizio aveva capito che la “vita”, era un imbuto che stava diventando sempre più stretto, aveva capito che nonostante il coraggio, la volontà e la sua grinta da “guerriero”, non poteva lottare contro un Tempo che aveva già deciso per lui.
Valeria era lì il 26 marzo, dentro quella chiesa ad accompagnare nel suo ultimo viaggio il suo adorato “fratellone”, a stringere in un abbraccio la dolce Carlotta, a respirare il dolore di un’Italia che si era fermata per porgergli un ultimo saluto.
Oggi Valeria, riprende lentamente la sua vita, con i suoi progetti di solidarietà ed aiuto alla ricerca e con quel sorriso dolce, discreto e con quegli occhi che tanto ci ricordano il suo “fratellone”.
A settembre si sposerà, siamo certi che quel giorno, seppur in maniera diversa, Fabrizio troverà un modo da lassù per essere con lei e tenerle la mano, prima di affidarla all’uomo della sua vita.