IN DIFESA DELLA SIRIA DI ASSAD CHE RESISTE

DI DIEAGO FUSARO

Nulla di nuovo sotto il sole. Era nell’aria. E non occorreva essere rabdomanti o veggenti per saperlo. Era fin dal 2013 che la monarchia del dollaro aveva deciso di rovesciare la Siria di Assad, rea di non piegarsi al nuovo ordine mondiale. La Siria è colpevole: colpevole di non inginocchiarsi dinanzi al Leviatano a stelle e strisce. Colpevole di non farsi cadavericamente annettere al nuovo ordine mondiale, al nuovo totalitarismo cool del free market americanocentrico.

AGGRESSIONE MASCHERATA DA AIUTO UMANITARIO. Ora siamo al redde rationem. Le armi chimiche sono il pretesto. Probabilmente nemmeno esistono: è da anni che si parla di armi di distruzione di massa inesistenti. Abbiamo già dimenticato? L’importante è avere, come il lupo con l’agnello, la scusa per poter aggredire. Si rilegga la favola di Fedro: il lupo sa già che deve aggredire l’agnello. Gli manca solo il casus belli. Ed eccolo: l’agnello, che sta a valle, inquina l’acqua per il lupo, che sta a monte. Una fandonia bella e buona, utile per il potere. Che così può nobilitare e mobilitare la propria oscenità. Di modo che la vile aggressione imperialistica appaia come nobile gesto umanitario.

D’altro canto, alla demonizzazione preventiva come preambolo del ‘bombardamento etico’ siamo abituati fin dall’inizio di questa Quarta guerra mondiale. Successiva ai due conflitti mondiali e alla Guerra fredda, la presente Guerra mondiale si è aperta nel 1989 ed è di ordine geopolitico e culturale: è condotta dalla “monarchia universale” del dollaro (McWorld) contro the rest of the world, contro tutti i popoli e le nazioni che non siano disposti a sottomettersi al suo dominio. E che subito sono demonizzati come totalitari, dittatoriali, ecc. Iraq 1991, Jugoslavia 1999, Afghanistan 2001, Iraq 2004, Libia 2011: queste le principali fasi della nuova guerra mondiale come folle progetto di sottomissione dell’intero pianeta alla potenza militare, culturale ed economica della monarchia universale a stelle e strisce.

DAMASCO OBIETTIVO ANNUNCIATO. La Siria è il prossimo obiettivo. L’apparato dell’industria culturale si è già mobilitato, diffamando in ogni modo lo Stato siriano, in modo da porre in essere, a livello di opinione pubblica, le condizioni per il necessario bombardamento umanitario. Uno stuolo di opinionisti, ballerine e pseudointelletuali che dai loro attici sontuosi a Nuova York tifano per l’imperialismo etico e per il bombardamento umanitario. Non v’è girone dell’inferno dantesco che sia sufficiente per costoro. I quali urlano per le tragedie umane e così facendo legittimano quelle che verranno: i bombardamenti umanitari statunitensi. Come diceva Hölderlin, «lungo è il tempo, ma si fa evento il vero».

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