LUCCA. IL FASCISMO SI E’ IMPOSSESSATO DELLA SCUOLA ITALIANA

DI LUCIO GIORDANO

Fascista. Come altro possiamo chiamare l’atteggiamento di quel ragazzotto di sedici anni che in una scuola di Lucca minaccia il professore per evitare un brutto voto? Video virale sul web, ondata di commenti sull’insegnante troppo accondiscente. E allora, chiariamolo subito. Altro che depresso, come ha scritto qualcuno. Il prof, grazie all’esperienza, ha avuto il sangue freddo di non reagire, per non passare dalla parte del torto. Ha fatto cioè l’unica cosa possibile: non perdere la calma. Il bello di avere i capelli bianchi.

Chiariamo poi un altro punto.  Il ragazzotto, il bullo in camicia nera, non ha nessun atteggiamento psicotico. Niente che possa avvicinarsi ad un border line. Continua a dare del lei al prof e capisce al volo che con lui non c’è trippa per gatti. Fa un ultimo tentativo per non uscire sconfitto da quella ridicola  tenzone: ‘chi è che comanda qui? Inginocchiati’. Urla ad alta voce, come un nazista con la pistola in pugno che minaccia un inerme cittadino . Ma sente di aver perso. Sente di averla fatta grossa e si ritira con la coda tra le gambe, tanto che pare abbia già chiesto scusa per la bravata.

Fascismo. Gomorra, guapperia d’accatto. Poche storie, ci troviamo di fronte ad una realtà del genere. Ma la colpa in fondo non è di quel povero carattere fragile da sedicenne. La colpa è di quello che è stato consentito in questi decenni: prevaricazione, mancanza di rispetto. E alla fine vince chi urla di più. Esattamente come un Salvini che grida ruspa ai campi rom, come le scorribande con manganelli e olio di ricino 2.0 di Casa Pound e di Forza Nuova, come il ciaone renziano e  le frasi di un berlusconismo andato  che fanno attorcigliare le budella solo a ricordarle e che hanno creato disastri difficilmenteriparabili per generazioni : odio per il nemico, cattivismo allo stato puro, dileggio della bontà, mercificazione anche dei sentimenti. Celebre la frase della bella ragazza che, in una puntata di Porta a Porta, chiede all’ex premier cosa fare per trovare lavoro. E lui, credendo di risultare simpatico, esclama: “Lei è così carina, si sposi uno ricco e ha risolto”.

Ecco, tutto questo è fascismo, questi sono i messaggi che sono passati in questi vituperati anni di celodurismo che sembrano ancora non finire e che anzi si sono attaccati alla pelle dei nostri ragazzi peggio di una carta moschicida. Anche il ragazzotto di Lucca, in fondo, questi messaggi di violenza verbale, di mancanza di rispetto per chi ti sta aiutando a conoscere la vita, oltre che Omero e i disastri della finanza internazionale, li ha fatti propri: per colpa della tv dell’odio, per colpa di compagnie che premiano solo i guasconi, perchè essere arrogantelli fa più fico e fa sentire fichi. Senza capire che c’è solo fragilità caratteriale, facendo i bulletti da strapazzo.

Intendiamoci: episodi simili negli istituti scolastici,  ce ne  sono stati anche negli anni belli del 68, del 77, quelli della rivolta sociale e contro una società ipocrita e prevaricatrice, ma la quantità di fatti di cronaca negli ultimi tempi, dovrebbe iniziare ad allarmare. La scuola? fa quel che può. E, garantito, atteggiamenti del genere nelle scuole private, sono addirittura all’ordine del giorno. In questo , almeno negli istituti pubblici le cose vanno meno peggio rispetto a quelli in cui paghi e fai il cazzo che ti pare. Dunque, tanto per esser chiari, non ci si inventasse niente: evitiamo immediatamente  la demonizzazione sospetta della scuola pubblica.

E allora? oltre a tv, social, politica di destra e fascista che attraverso i media riesce ad amplificare disprezzo e la legge del più esagitato su menti condizionabili, l’altro imputato della sfascio è la famiglia. Ma del resto, se i genitori vivono di egoismi, tradimenti che non sono solo corna,  e l’unico interesse  che hanno è acquistare a rate l’ultimo modello di suv, cosa possiamo pretendere?

Il dialogo, certo. Parlare con i ragazzi per ore, giorni, anni. Sarebbe infatti facile insegnare ai figli i cardini del  vivere civile: tolleranza, rispetto, solidarietà, bontà, cultura, buttando a mare il cattivismo e il menefreghismo della propaganda liberista e fascista. Ma tutto questo  richiede tempo e disponibilità, richiede la forza di carattere e una personalità vincente  nel ribaltare il tavolo delle nuove, demoniache  convenzioni sociali. Ma carattere e personalità controcorrente ce l’hanno in pochi. E allora è più facile seguire la massa, seguire come pecore belanti, il gregge. Inneggiare al pugno di ferro, a Mussolini e a  ideologie vecchie, riverniciate di nuovo. Nelle quali, in un crescendo rossiniano da rupe tarpea, si vuol far credere che i vincenti siano i furbi, i violenti, i corrotti, . E anche  chi alza la voce imponendo la propria ideologia di cartapesta: materialista, liberista, fascista, camorrista. Che poi è la stessa cosa.