SARA TOMMASI E’ FUORI DAL TUNNEL

DI RENATA BUONAIUTO

Sara Tommasi è nata a Narni ma difficilmente scopriremo la sua effettiva data di nascita, perché un po’ come con tutta la sua vita anche con l’età ci ha giocato spesso.
Quello che sappiamo per certo è che ha conseguito una laurea in economia e management presso l’Università Bocconi con 110 e lode, non fosse altro perché quando giunse all’“Isola dei Famosi”, ribadì spesso e volentieri questo traguardo raggiunto, forse più per gratificare se stessa che i telespettatori, da sempre interessati a lei più per la sua bellezza ed i suoi modi disinibiti.
Qualche giorno fa la Tommasi è tornata a far parlare di sé con un’intervista alle “Iene”. Ascoltandola più che un’intervista appare come un’ennesima seduta d’analisi ma tant’è, Sara è riuscita ancora ad ottenere un suo pubblico.
Questa giovane economista, muove i suoi primi passi nel mondo dello spettacolo, partecipando nel 1998 a Miss Italia, continua come valletta di Paolo Limiti in uno show di RaiUno, passa per MTV, Canale 5, Italia Uno. Non disdegna nemmeno il cinema ed i calendari sexy ma, il suo nome è indiscutibilmente legato ai suoi “eccessi”, per i quali finisce sulle copertine di tanti giornali ed ancora oggi in quella pericolosa ed intricata rete del web.
Sara inizia ed interrompe infinite relazioni, finisce in mani sempre meno raccomandabili, si susseguono gli scandali, notti a luci rosse che terminano sempre con l’immagine di una giovane donna in stato confusionale ed in abiti succinti. Prende, forse talvolta a sua insaputa cocktail di sostanze che sulla sua già fragile psiche, possono solo confonderla ulteriormente, rendendola quasi un vegetale incapace anche di esprimere pensieri di senso compiuto. Nei suoi rari momenti di lucidità è spaventata da quanto le accade, ma troppo fragile per riprendere la sua vita tra le mani.
Ci pensa la sua famiglia, che in tutti questi anni non l’ha mai abbandonata, ricoverandola, contro la sua volontà, in una clinica specializzata.
Sara Tommasi ha un disturbo bipolare, un patologia dell’umore che determina un’alternanza spesso imprevedibile ed incontrollabile del tono dell’umore. Passa da uno stato depressivo ad uno stato di esasperata eccitazione, durante i quali non è raro che il soggetto perdendo la capacità di gestirsi possa realizzare atti autolesionistici o nella fase di eccitazione avere comportamenti socialmente non adeguati.
Di bipolarismo soffre circa il 2,5% della popolazione, quindi in Italia sarebbero circa un milione di persone ad avere questa patologia, grandi nomi della storia ne erano affetti, forse talvolta inconsapevolmente, come Van Gogh, Schumann, Virginia Wolf, Allan Poe. Questa malattia, perché di malattia si tratta, ha un andamento cronico e ricorrente, in altre parole dura tutta la vita, unica terapia possibile quella farmacologica abbinata a norme comportamentali da seguire costantemente.
Cosa generi il “disturbo bipolare” non è ancora ben chiaro, sembra possa esserci una concomitanza di cause, genetiche, ambientali, biochimiche, sicuramente è una malattia ereditaria ma non per questo trasmettibile ai figli al 100%.
Da un punto di vista fisiologico il disturbo sembra nasca da un cattivo funzionamento di alcuni “neurotrasmettitori” del cervello, così come, potenzialmente, da un’anomalia del sistema ormonale ma, tali patologie genetiche trovano poi espressione in situazione di forte stress emotivo.
Dopo il suo esordio, la malattia può manifestarsi anche senza bisogno di cause esterne. Il soggetto alternerà dunque stati di “ipomania”, “mania” a quelli di“depressione”, senza motivazioni apparenti.
Durante la fase depressiva, potrà comparire mancanza d’appetito, disturbi del sonno, rallentamento nel linguaggio, senso di stanchezza, pensieri di morte, d’inadeguatezza.
Durante la fase di “mania” lo stato d’animo sarà invece irritabile con un aumento smisurato dell’autostima, un eloquio logorroico, un’accelerazione del pensiero contrastata da un’incapacità di mantenere la concentrazione, ottimismo immotivato, incapacità di un’obiettiva valutazione dei rischi conseguenti alle proprie azioni, parole.
Stessi sintomi nella fase di “ipomania”, senza però spunti psicotici ma ugualmente patologici perché spesso accompagnati da comportamenti avventati con l’uso di droghe, alcool e la ricerca spasmodica di una sessualità spinta e promiscua.
Sara Tommasi, ha raccontato di aver attraversato tutto ciò, di aver toccato il fondo e di aver avuto paura di perdersi in questo “tunnel” di eccessi, di follia, di rabbia, tristezza. Si sentiva lontana da quel corpo che offriva senza pudore ed al tempo stesso vittima di quello stesso corpo che non riusciva a controllare.
Adesso ha compreso la “serietà” del suo male e sembra determinata a seguire “a vita” le terapie farmacologiche e psicologiche necessarie, speriamo lo faccia lontano da quelle luci che quando si accendono possono ancora destabilizzare i suoi fragili pensieri.