PER DI BATTISTA I SOLDI DEL “MALE ASSOLUTO” NON PUZZANO

DI VANNI CAPOCCIA

Quando Berlusconi conquistò la Mondadori e la Einuadi furono molti gli scrittori e i giornalisti che rinunciarono a pubblicare e a scrivere con la più importante e remunerativa casa editrice italiana. In tempi più vicini quando la Mondadori di Berlusconi si è presa la Rizzoli Umberto Eco, storico autore Bompiani, la lasciò dando vita con Elisabetta Sgarbi alla “Nave di Teseo”. Ad un nipote che gli chiese perché l’avesse fatto, investendo tra l’altro un sacco di soldi nella nuova avventura editoriale, Umberto Eco rispose semplicemente e lapidariamente “Perché si deve”.

Ora Alessandro Di Battista per giustificare il fatto che il M5Stelle vuol governare con la Lega (quella, per intenderci, contro i dannati della terra che attraversano il mare, delle ruspe contro i rom, che toglieva le panchine dai giardini per non far sedere gli “extracomunitari”, del Borghezio che andava in giro a disinfettare i sedili dei treni dove sedevano neri e migranti, del Calderoli che dette dell’orango tango alla Kyenge, che trafficava in diamanti e in Tanzania) va in giro a dire che Berlusconi è il “male assoluto”. Però, a differenza di Eco e degli altri, con la Rizzoli di Berlusconi ha pubblicato e pubblica incassando sicuramente congrui anticipi, perché Berlusconi è il male assoluto ma i suoi soldi no.

Libero Grassi diceva che con i mafiosi non si prende nemmeno un caffè, Di Battista dal “male assoluto” Berlusconi altro che un caffè si è fatto offrire