FEDERICA ANGELI DOPO LA DEPOSIZIONE CONTRO GLI SPADA: “ORA MI SENTO LIBERA”

DI CLAUDIA SABA

“Hanno provato in tutti i modi a privarmi della mia libertà e sono riusciti a privarmi di quella fisica perché ho la scorta ma sicuramente io alle loro regole non ci sto e oggi posso dirvi che mi sento libera, è una bellissima sensazione. Non ho paura”. Le parole della giornalista Federica Angeli, sentita in aula come testimone nel processo a carico di esponenti del clan Spada, sono quelle di una donna forte, che anche davanti alla criminalità non ha piegato la testa.
Nel corso dell’udienza, la cronista di Repubblica, ha ricordato che sono trascorsi ormai 1736 giorni da quando vive sotto scorta. “In questi anni- racconta- ho ricevuto minacce dirette e indirette, insulti sui social, avvertimenti. Anche mio figlio quando aveva 8 anni venne preso di mira da Carmine Spada che gli fece il segno della croce. Ricordo quando vennero sotto casa mia
a brindare due imputati di questo processo che erano stati scarcerati. Vivo blindata, non posso neppure affacciarmi sul balcone di casa, da cui vidi le fasi del conflitto a fuoco”.

Federica Angeli ha ricostruito in aula tutto ciò che vide quel 17 luglio del 2013, quando fu testimone, suo malgrado, di un tentato duplice omicidio. Dopo la denuncia venne chiamata dal Prefetto di Roma che le assegnò subito una scorta perchè in 40 anni, a Ostia, nessuno aveva mai denunciato le malefatte degli Spada.
Lei è stata la prima a farlo, contro Armando Spada, in un’inchiesta giornalistica sugli stabilimenti del litorale romano.
“Federica non può essere lasciata sola”, ha detto il direttore de La Repubblica, Mario Calabresi.
“I cittadini e i giornalisti devono essere compatti e sostenere chi con coraggio ha saputo raccontare prima degli altri cosa succedeva e continua a succedere sul litorale romano”, ha così concluso.
Presente in aula anche il sindaco Virginia Raggi per dare un segnale di solidarietà ma soprattutto per lanciare un messaggio duro contro la criminalità.
“Sono qui – ha detto – perche’ le istituzioni non devono mai lasciare soli i cittadini soprattutto quando si tratta di lottare contro la mafia. Sono qui come sindaca della citta’ per lanciare un messaggio forte e duro contro la malavita. Gli Spada sappiano che Roma non ha paura. Oggi siamo qui vicino a Federica che ha il coraggio di testimoniare e siamo vicini a tutti quei cittadini che sono in prima linea come Giuliana Di Pillo, presidente del Municipio di Ostia, Paolo Ferrara, capogruppo M5S nel X municipio, i carabinieri, le forze dell’ordine e i tanti cittadini onesti, gli imprenditori onesti di Ostia e del territorio”.
Al fianco di Federica anche una delegazione di rappresentanti della stampa.
Mentre a Civita Castellana gli studenti partecipavano ad un flash mob promosso dalla Rete “NoBavaglio”.
Il 6 giugno prossimo, contro il clan, inizierà il processo per associazione a delinquere di stampo mafioso.
Grande solidarietà per Federica ma sopratutto un messaggio importante.
Da parte delle istituzioni, della stampa e dall’opinione pubblica perché chi rischia la propria vita per la giustizia,
va sempre sostenuto.
E Federica in quell’aula era una, ma tanti di noi, a dire:”Io non ho paura”.