SERIE A: MILAN-BENEVENTO 0-1. CLAMOROSO A SAN SIRO, GATTUSO CI RICASCA

Di VANNI PUZZOLO

Un girone dopo

Un girone fa Gattuso esordiva da allenatore del Milan a Benevento e un gol allo scadere siglato dal portiere Brignoli gli faceva andare di traverso l’esordio.
Questa sera il Benevento sbanca addirittura Milano con un gol di Iemmello e porta a casa i primi tre punti in trasferta di questo campionato riuscendo nell’impresa, dopo aver subito ben 15 sconfitte consecutive in trasferta, e dopo il
primo punto conquistato a Sassuolo, pure ridotti in 10 uomini, (espulso all’80’ Diabate’per somma di cartellini gialli,) di non prendere gol per la prima volta quest’anno (78 gol subiti).
Con questa vittoria i campani rinviano la retrocessione aritmetica, per i rossoneri sesta gara senza vittoria, e solo quattro punti conquistati.

A Benevento, a questo punto si chiederanno: quando rigiochiamo con il Milan? I 4 punti conquistati sono un record per la squadra campana, che non gli eviteranno la retrocessione, ma almeno gli consegneranno una grande soddisfazione, con una serata indimenticabile segnata dalle lacrime finali del presidente Vigorito.
Gattuso, per assurdo, dal giorno in cui ha firmato il rinnovo non ha più vinto, alla fine dirà:”squadra senz’anima e senza voglia di vincere,mi vergogno, ma la responsabilità è solo mia.”

Impresa storica, e crollo verticale

Un’impresa storica e un crollo pesantissimo.
A Milano si intrecciano due situazioni particolari in un momento chiave del nostro campionato: il Benevento, che proprio un girone fa aveva conquistato il suo primo punto nel match con i rossoneri, 19 partite dopo sbanca San Siro e centra il primo successo in trasferta in Serie A.
Un vittoria che vale doppio, o forse triplo, visto che evita ai ragazzi di De Zerbi, ex giocatore rossonero, la matematica retrocessione anche se la classifica resta disperata.
E per un Benevento vivo e pieno d’orgoglio, c’è un Milan che pare l’ombra della squadra affamata ammirata negli ultimi mesi con Gattuso.
I rossoneri sono flemmatici, pigri, scarichi, appaiono stanchi e svuotati.
La manovra è lentissima, oltre che prevedibile. E non si tratta di un problema di schemi o interpreti, ma di condizione. Perché anche le diverse modifiche apportate in corsa da Gattuso non hanno sostanzialmente prodotto alcunché sotto ogni punto di vista.

La tattica, la partita

Il Milan parte con il 4-4-2 e si affida al tandem Cutrone-André Silva, ma l’affiatamento tra i due è ancora tutto da costruire e anche dalle fasce l’aiuto è davvero scarso.
Borini a destra si impegna più che può, solo che il 4-5-1 del Benevento chiude bene ogni varco mentre a sinistra Bonaventura tende più che altro a stringere verso il centro, intasando ancora di più spazi già microscopici.
In una situazione di totale equilibrio, al minuto 29, arriva l’improvviso vantaggio degli ospiti, che passano grazie alla zampata di Iemmello: Viola vede un corridoio in verticale e serve l’ex Sassuolo, che è bravo a superare Donnarumma in uscita.
Gattuso reagisce immediatamente e passa al 4-3-3, allargando Cutrone a sinistra e alzando Borini a destra: un modulo certamente più congeniale per gli interpreti in campo, che dal 49′ possono contare anche su Suso, inserito al posto di Borini.

L’ingresso dello spagnolo vivacizza nel primo quarto d’ora un po’ tutta la squadra, che colpisce una traversa con Kessie (60′) e poi ci prova con il destro di Bonaventura da fuori (64′).
Solo che la ripresa del Benevento è totalmente dedicata alla fase difensiva e quindi gli spazi si restringono ulteriormente: un contesto complicato per i padroni di casa, la cui condizione fisica appare parecchio deficitaria.
La grande chance per l’1-1 capita sulla testa di Cutrone al 73′, ma Puggioni si supera da pochi metri completando così una serata speciale che non viene rovinata dall’espulsione di Diabaté, allontanato per doppio giallo dopo un braccio alto su Bonucci (80′).
Il Milan allunga così la propria striscia senza successi (sei partite e soltanto quattro punti presi) e deve guardarsi le spalle: l’Europa League non è così sicura.