QUEL VOTO DEL MOLISE PUÒ AIUTARE MATTARELLA MA CONDANNA IL PD ALL’OBLIO

DI LUCA SOLDI

Vince il centrodestra in Molise ed è il tracollo del Pd che potrebbe finire addirittura anche sotto il 10%.

Un risultato impietoso che a 3/4 dello scrutinio delle schede lascia poco spazio ai commenti 

Vince Donato Toma fra delle poco comprensibili lungaggini di spoglio voto. Non c’è dubbio che in uno scenario come quello attuale pure i risultati di una regione piccola, piccolissima possono aiutare il presiedente della Repubblica, Mattarella a districarsi meglio nell’incertezza del lungo passaggio verso la formazione del nuovo governo.

Pur nella parzialità i dati che emergono nelle prime ore del giorno riflettono a livello nazionale una tendenza a ripetere quello il voto nazionale aveva reso chiaro: vittoria del centro destra come galassia, vittoria del M5S e un tracollo senza fine del Pd che si amplifica anche nella versione di una sinistra unita.

I seggi in Molise si sono chiusi alle 23,00 ed hanno votato il 52,16% degli aventi diritto. A Campobasso ha votato il 62,69%, a Isernia il 59,67%. Nel complesso i votanti sono stati 173 mila contro i 182 mila delle scorse politiche. Le operazioni di spoglio delle schede che porteranno alla successione di Paolo Frattura (Pd), presidente uscente di una giunta di centrosinistra sono state lunghe.

Quattro i candidati in lizza: Greco (M5S), Toma (centrodestra), Veneziale (centrosinistra), Di Giacomo (Casapound). Alle politiche del 4 marzo il M5S aveva raccolto il 44,79%, il centrodestra il 29,8%, il centrosinistra al 18,1%. 

Dunque un testa a testa fra M5S e centrodestra che ha confermato la tendenza a tagliare fuori il Pd.