MICHELE SERRA E L’OPINIONISMO CAFONAL-POPOLARE

DI GIOVANNA MULAS

Insegnanti ‘bullizzati’ dagli allievi e aspiranti intellettuali. Apprendo di Michele Serra che su La Repubblica, interpretando i fatti di Lucca, scrive che “Il livello di educazione, di padronanza dei gesti e delle parole, di rispetto delle regole è direttamente proporzionale al ceto sociale di provenienza”. Secondo l’autore, i poveri delinquono di più, sono ignoranti e impreparati alla vita come i loro genitori. Meschino e fuorviante, per un lettore già confuso, il generalizzare; comunque puntare il dito contro quella parte di popolazione non attrezzata culturalmente ergo già vittima inconsapevole. Una parentesi interessante: la domanda -retorica- da fare al Lettore italiano tipo potrebbe essere “Ma lei è sicuro di saper davvero distinguere quanti vengono proposti (imposti) come ‘intellettuali impegnati’ da un vero intellettuale?.” E’ facile ingannare una massa plagiata da decenni di formattazione mediatica.Trovo il Serra meticoloso nella boutade socio-politica di turno; indubbiamente si sfrutta l’emozione del pubblico come tecnica per provocare un corto circuito sull’analisi razionale, quindi sul senso critico del lettore/ascoltatore medio.Voglio darvi alcuni dati riportati dal rapporto di Save the Children “Illuminiamo il Futuro 2030 – Obiettivi per liberare i bambini dalla Povertà Educativa”.
Nel Sud il 48,4% dei minori non ha letto neanche un libro nell’anno precedente, il 69,4% non ha visitato un sito archeologico e il 55,2% un museo,
il 45,5% non ha svolto alcuna attività sportiva. La metà delle scuole è priva di un certificato di agibilità e/o abitabilità, il 54% degli edifici non è in regola con la normativa anti-incendio, il 32% non rispetta le norme anti sismiche. A Sud e nelle isole, la percentuale di adolescenti che non consegue le competenze minime in matematica e lettura raggiunge rispettivamente il 44,2% e il 42%, con un picco estremo in Calabria (46% e 37%).
La lettura è indispensabile per crescere, comprendere, per cambiare visione dell’esistenza. Ma siamo sicuri che un lettore sappia distinguere la buona lettura dal puro commercio editoriale?.
Soprattutto nel Sud, una parte troppo ampia degli adolescenti è priva delle competenze necessarie per crescere e farsi strada nella vita: più di 1 minore su 10 vive in condizioni di povertà estrema e aggrava e consolida, come in un circolo vizioso, le condizioni di svantaggio e di impoverimento già presenti nel nucleo familiare. Povertà economica ed educativa si alimentano reciprocamente, trasmettendosi di generazione in generazione. Censura dei testi scolastici: addirittura cancellazione, dai piani di studio, di nomi tra i più validi e riconosciuti della Letteratura mondiale, rappresentanti del pensiero puro. Privatizzazione dell’istruzione, uno dei diritti fondamentali dell’Uomo, ogni Uomo. Nulla è meglio, per un Sistema deviato, dell’ignorante:
chi si renderà conto della profonda ignoranza del Sistema, della sua pericolosità?
Mi domando se i pensanti con malizia -opinionisti cafonalspopolari alla Serra, appunto- siano peggiori dei non pensanti per pigrizia. 
Sicuramente inutili, lasciatemelo dire, ad una Società come l’attuale nazionale, traviata da tempo ed eventi.
Si denunci, invece e ancora, l’impossibilità, l’inadeguatezza di una classe dirigente nel cogliere i fenomeni sociali. La vera ignoranza è la chiusura mentale: la dimostrata nei confronti di quanti vengono percepiti come minacce allo stato sociale raggiunto.