IL PICCOLO ALFIE EVANS E’ “CITTADINO ITALIANO” SI RIAPRONO LE SPERANZE

DI RENATA BUONAIUTO

Quando la speranza stava lasciando il posto alla disperazione per il piccolo Alfie si è aperta una nuova strada e forse chissà anche una nuova vita: in Italia.
Alfie Evans è nato nel maggio del 2016, a 7 mesi viene ricoverato presso l’Alder Hey Children’ Hospital. Il piccolo soffre di epilessia ed ha un’infezione polmonare. Cosa succede dopo è raccontato dallo stesso padre. Tom sostiene che il 14 dicembre 2016, quando il suo bambino entra in ospedale è in buone condizioni generali. Il giorno successivo dopo una sedazione, a suo dire troppo profonda, Alfie sprofonda in un baratro, un sonno senza risveglio.
I suoi polmoni collassano ed entra in coma. Il 31 dicembre i medici chiedono ai genitori di poter staccare le macchine che lo tengono in vita, sebbene non sia ancora stata effettuata una diagnosi.
Da quel momento per Tom e la moglie Kate inizia una corsa contro il tempo per procrastinare quest’atroce “sentenza”. Vengono lanciati appelli, inizia una battaglia legale ma tutti gli sforzi sembrano inutili. Tom Evans racconta che il giudice Hayden chiamato a decidere sulla sospensione del fine vita, abbia definito la vita del piccolo Alfie “INUTILE”.
Si arriva alla Corte Europea di Strasburgo, ma anche lì, il ricorso viene rigettato.
Domenica 22 Aprile, viene comunicato il “Piano per la sospensione del trattamento”, da attuarsi oggi alle 14.00. Un ultimo appello viene lanciato e sono in tanti ancora a rispondere. Tom che nei giorni scorsi era arrivato fino in Italia, in udienza dal Papa per supplicare il suo intervento e che aveva già ricevuto parere favorevole dall’Ospedale Bambin Gesù di Roma per un eventuale trasferimento nella loro struttura, non intende ancora arrendersi, lo deve a lui a Kate ma principalmente al suo bimbo che “si succhia il dito”, “reagisce se solleticato ad un piedino”, “sbadiglia”.
Sotto l’Alder Hospital arrivano centinaia di “mamme”, “papà”, giovani, anziani per dire no a questa “sentenza di morte”. Il tutto genera un ritardo ed è proprio a questo ritardo che si aggrappano. Il “Piano” prevedeva lo stacco delle macchine alle 14.00 ed invece sono le 14.30. Non si può procedere, occorre un’altra autorizzazione. In quei febbricitanti minuti arriva il “miracolo”. L’Italia, con l’intervento del Ministro degli Esteri Alfano e degli Interni Minniti, concede la cittadinanza ad Alfie Evans, adesso è tutto da rivedere. In quanto cittadino italiano, Alfie potrebbe essere trasferito al Bambin Gesù e la sentenza dovrà essere necessariamente sospesa.