FERMATO BOLLORE’, IL MAGNATE DI TELECOM, PER SOSPETTA CORRUZIONE IN AFRICA

DI CHIARA FARIGU

Avrebbe corrotto funzionari pubblici stranieri durante una trattiva relativa a concessioni portuali in Togo e Guinea: è questa l’accusa mossa a Vincent Bollorè che ha portato allo stato di fermo del finanziere francese. All’origine delle indagini ci sarebbe il sospetto che Havas, il gruppo di Bollorè, abbia fornito consulenze per favorire la scalata al potere di alcuni dirigenti africani in cambio di concessioni sui porti. Un sospetto non nuovo, visto che anche nel 2012 la sede africana del gruppo del finanziere era stata perquisita in cerca di documenti a seguito di un’inchiesta in corso.

La notizia del suo arresto è piombata come uno tsunami sul mondo della finanza internazionale e anche italiana visti i suoi numerosi interessi nel nostro Paese.

Nato a Boulogne-Billancourt, nei pressi di Parigi, classe 1952, Bollorè vanta, secondo Forbes, un patrimonio personale di ben 6,9 miliardi di euro. Un “palmares” di tutto rispetto, il suo. Impresa ardua seguire le innumerevoli attività sparse in tutto il mondo. Presidente della Vivendi, la società francese che si occupa di media e telecomunicazioni, conta molti interessi anche in Italia, tra i quali Telecom, di cui è socio azionario al 23,4%. Nota è la vicenda che lo ha visto a lungo in contrasto con Berlusconi per la trattativa Mediaset , soprattutto dopo la sua rinuncia ad acquistare il 100% di Premium, scegliendo di puntare al 30% di Mediaset.

Per comprendere da dove abbia avuto origine la sua fortuna bisogna fare un passo indietro, nel tempo e nello spazio. E’ in Bretagna, in un sobborgo di Quimper che la sua famiglia di origine, nel 1822 fonda una cartiera ad acqua, dalla quale erediterà non solo capitali ma anche un intreccio di relazioni che contano, soprattutto tra i banchieri, che gli spalancheranno le porte nella sua inarrestabile scalata.

Una laurea in diritto, grande fiuto per gli affari. E una grande voglia di indipendenza fin da giovanissimo. A 18 anni viene assunto dalla Banque de l’Union Européenne Industrielle et Financière. A 23 segna il primo punto nel suo ricchissimo CV appropriandosi, con un escamotage non proprio limpido,  dell’azienda di famiglia. La sua carriera, dicono i bene informati, inizia “con un inganno familiare”, quando, gli affari della cartiera subiscono un brusco arresto e necessitano di un restyling. Il giovane Vincent, forte anche dei dissidi che intercorrono tra il padre e gli zii sul futuro dell’azienda, decide di agire nell’ombra preparando un piano di rilancio della cartiera che sottopone al barone, nonché banchiere tra i più potenti, De Rothschill che decide di finanziare il progetto.
Per Bollorè fu il primo di una lunghissima serie di successi finanziari. Un anno dopo viene nominato direttore della Compagnia Financière e sposa la ricca Sophie Fossorier.

Imprenditore poliedrico, ama diversificare la sfera d’interessi e di investimenti. Possiede piantagioni di palme per la produzione di olio e di alberi della gomma in diversi Stati africani e in Indonesia. E’ proprietario di concessioni ferroviarie e stradali in Costa d’Avorio e Burkina Faso, gestisce attività portuali in diverse città dell’Africa equatoriale.

Amicizie potenti, grande intraprendenza e fiuto negli affari è alla base della sua scalata finanziaria e industriale. “Bollo”, come viene chiamato nel suo entourage, ama tenere sotto controllo tutte le sue innumerevoli attività, riduce al minimo gli eventi mondani, detesta le interviste. In rete fioccano le sue biografie ma l’unica autorizzata è quella di Jean Bothorel, giornalista economico, bretone pure lui. Nel tempo libero, ama giocare a bridge.
Padre di quattro figli, tre maschi e una femmina, ha già designato come sarà suddiviso l’asse ereditario quando deciderà, una volta in pensione, di trasferirsi a Quimpier, là dove tutto ha avuto inizio. Pescherà gamberi, ama raccontare, altra sua grande passione fin da ragazzino.

La pensione tuttavia può attendere, almeno sino al 17 febbraio del 2022, anno in cui l’impero di famiglia, iniziato con la cartiera per produrre cartine da sigarette, compirà 200 anni. E’ in quella data, dicono le fonti a lui vicine, che Bollorè passarà le redini del gruppo alla 7^ generazione, i suoi quattro figli.
Oggi il suo fermo con l’accusa di corruzione. Ai giudici l’onere di verificare o meno le presunte irregolarità che il gruppo finanziario ha prontamente smentito.

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