LA SOFFERENZA INFERTA, MAI PER UN BAMBINO

DI CLAUDIA SABA

Da un lato, la gioia per la nascita del terzo bambino reale, dall’altro, sempre in Inghilterra, la tristezza per un bambino che sta soffrendo.
Si chiama Alfie, come Charlie.
Alfie Evans ha 19 mesi e vive da tempo, disteso in un letto del Liverpool’s Alder Hey Children’s Hospital. Non parla, non si muove, non vede e non sente nulla.
I medici sono concordi di
interrompere subito, per il suo bene, la ventilazione meccanica.
E mentre si festeggia la nascita di un piccolissimo bimbo, se ne sta per piangere un altro.
Proprio come accadde per Charlie Gard un anno fa, anche i genitori di Alfie lottano da tempo contro la sentenza dei giudici inglesi che autorizza il distacco della spina all’ospedale Alder Hey di Liverpool.
Tanti appelli per ottenere tempo e nuove terapie, per ora inesistenti, per il piccolo Alfie.
Hanno chiesto, proprio come Charlie, di poter trasferire il loro bimbo all’ospedale Bambin Gesù e Papa Francesco si è rivolto ai giudici inglesi chiedendo clemenza.
Ma nessuna risposta è arrivata.
Ieri mattina anche la Corte europea dei diritti umani ha rifiutato di accettare la richiesta dei genitori di tenerlo in vita.
L’ultimo atto arriva dall’Italia che ieri, in extremis, aveva concesso al piccolo Alfie la cittadinanza italiana. E così le operazioni per staccare le macchine, erano state interrotte.
I genitori pensavano di guadagnare un po’ di tempo ma nella notte arriva un nuovo ordine del giudice che ha già portato al distacco del respiratore.
Si ripete ciò che è accaduto in precedenza per Charlie.
Sdegno e commozione in tutto il mondo.
Alimentati anche da video e foto di Alfie che “sorride”.
Nessuno però ci ha detto che l’elettroencefalogramma ha dimostrato che i sorrisi in realtà sono soltanto riflessi e che il cervello di Alfie è completamente devastato dalle convulsioni.
Che i talami, le strutture centrali di coordinamento del cervello “sono completamente scomparsi”.
È per questo che Alfie è cieco, sordo e insensibile ad ogni stimolo.
La sua vita è e sarà sempre dipendente da una macchina e, se malauguratamente dovesse tornare cosciente, soffrirebbe di dolori continui.
Tutti gli specialisti, fa sapere l’Alder Hey, concordano nel dire che Alfie sia incurabile.
Quello che non ci hanno detto è che per essere trasferito Alfie avrebbe dovuto subire una tracheotomia e l’applicazione della PEG.
Il padre di Alfie ha dichiarato che senza alcuna cura, il bambino sarebbe tornato in Inghilterra per morire a casa.