TEMPI DI RIVOLUZIONE SOCIALE E DI MEDIAZIONI

DI MASSIMO RIBAUDO

Questi tempi ci permettono di capire, senza colpi di cannone e fucilazioni, la dinamica di una rivoluzione sociale. Così, se si vuole, ci insegnano che i colpi di cannone e le fucilazioni sono completamente inutili.

Abbiamo visto in campagna elettorale eccitare la popolazione con programmi impossibili da attuare, proprio come quelli della rivoluzione francese e di quella russa.

Via i neri, tasse bassissime e reddito per tutti. E’ stato promesso il paradiso in terra, rigorosamente per bianchi, biondi e con le alucce.

Hanno vinto coloro che hanno ben saputo eccitare l’odio sociale degli sconfitti dalla crisi nei confronti di coloro che hanno sfruttato la crisi, come in ogni rivoluzione.

Neanche un mese, e arrivano gli esperti. I tecnici, il corpo professionale al quale appartengo. Coloro che sanno che il paradiso non esiste, mentre destra e sinistra esistono. E, come analizzano, sono addirittura antropologiche (come ho sempre sostenuto).

Il comitato di esperti presieduto dal Professor della Cananea “…dedica anche un’ampia riflessione alle differenze tra le forze in campo («che derivano da diverse, se non opposte, concezioni della vita associata e di ordine morale»). «Le divergenze sono molto accentuate, se non radicali — si legge — , per quanto concerne i fini (per esempio, nel modo di concepire il sistema pensionistico) o i mezzi (per esempio, gli strumenti per contrastare la povertà e l’organizzazione della giustizia penale)». Divergenze che sono «tali da rendere ardua la formazione di un governo coeso».

Bisogna mediare tra diavolo e acqua santa, cari rivoluzionari. O lo fate voi, oppure lo fanno Napoleone e Stalin.