FORZA FICO, INSISTI SUL GOVERNO PD-M5S. SALVINI E’ NERVOSISSIMO

DI LUCIO GIORDANO

Basta guardare il volto tirato,  nervoso del Salvini di questi ultimi giorni, per capire che l’accordo di governo Pd- 5 stelle si può e si deve fare. Al segretario della lega nord, del resto,  non ne va più bene una. Sperava di stracciare il finto alleato  Berlusconi in Molise, è ha perso la battaglia: è finito addirittura dietro il morente partito dell’ex cavaliere. Segno che sotto il Po il suo movimento nazionale non riesce  proprio a sfondare. E Silvio, poi,  lo tiene davvero per le palle. Magari per qualcosa che non sappiamo, o più semplicemente perchè senza i voti di Forza Italia, la lega si arena al 17 per cento del dato nazionale e a quel punto  Salvini non può pretendere di diventare premier, essendo la Lega nord il terzo partito dell’arco costituzionale.

Con Berlusconi al fianco, un alleato elettorale scomodissimo, il segretario della Lega nord, però,  si espone a gaffes continue come quella del 25 aprile in cui un ex cavaliere  farneticante ha paragonato  il movimento di Grillo a dei nazisti, salvo smentire come al solito un secondo dopo. La presenza di Berlusconi è insomma una palla al piede da cui  il Matteo padano non può o probabilmente non vuole liberarsi. E gli enormi favori mediatici, Salvini presente  come un incubo a tutte le ore sulle tv mediaset, e non solo, con il rischio di vederlo sbucare finanche dalla toilette di casa, sono solo un lontano ricordo. Niente più slogan populisti, xenofobi, razzisti. Di estrema destra. In effetti, secondo molti, Salvini è soprattutto un prodotto mediatico e queste ultime settimane lo stanno dimostrando. Politicamente, le  idee del segretario della Lega nord sono poche  e confuse.

Insomma, SAlvini è finito in un vicolo cieco, e se domenica in Friuli non trionfasse, sarebbe l’inizio vero della sua fine politica. Perchè il suo tempo è adesso, domani sarebbe troppo tardi, nonostante la speranza di fare il pieno di voti quando SIlvio non ci sarà più.  Una speranza vana, peraltro, perchè quei voti se li prenderà Renzi, che infatti sta facendo un sospetto e deciso  ostruzionismo nell’accordo Pd- M5s. L’ex sindaco di Firenze sembra un corpo estraneo all’interno dei dem. MA  fa pesare ancora i voti del suo gruppo parlamentare, 117 al momento. Che potrebbero assottigliarsi, magari  con un tradimento politico tutt’altro che ipotetico,  stile 101 di Prodi. ALtro che sparire, come ripete fino alla noia l’ex premier . L’accordo con i grillini è l’unica speranza per il Pd di riprendere il volo, liberandosi per sempre della zavorra Renzi. Ed è lui che semmai rischia di sparire dai radar politici.

Del resto, non c’è alternativa a Fico, alla sua autorevolezza. Il governo del presidente sembra una chimera. Si tornerebbe al voto, dunque, visto che in maniera plastica , l’alleanza elettorale della destra si è dimostrata solo un furbo accordo per fare fessi gli italiani, che fessi non sono. E poi,  con quale legge elettorale si tornerebbe alle urne? Si spera non con il Rosatellum. Ne servirebbe una nuova con delle regole precise: tassativamente, però,  no alle furbe alleanze elettorali, basta con i listini bloccati. Semmai si può anche discutere del doppio turno che regali un 20 per cento al partito vincitore del ballottaggio ( il resto verrebbe assegnato con un proporzionale puro), si può discutere di rimodellare i collegi ,ma senza una  nuova legge elettorale, saremmo daccapo a dodici. Con liti di cortile dentro la destra radicale, insulti di tutti verso tutti, mancanza di chiarezza totale.

Ma la domanda delle cente pistole  è: perchè sarebbe impossibile un accordo tra i due partiti più votati il 4 marzo? D’ accordo, Renzi preferirebbe fare il governo con la destra radicale ma l’altra metà del Pd no. D’accordo, Di Maio è più sensibile al fascino di un Salvini che di un Martina. Ma siamo davvero sicuri che la base dei democratici e ancor di più quella dei grillini preferirebbe guardare al forno dei rimestatori dell’odio sociale? Stando alle analisi su chi ha votato i 5 stelle si direbbe di no, visto che un 70 per cento dei suoi elettori è decisamente progressista e guardando di nuovo a Salvini, Di MAio   rischierebbe di perdere vagonate di voti.

Certo, nell’ambigua scelta di non essere nè di destra nè di sinistra, il movimento si è impantanato per settimane, mesi, anni. Ma ora è il momento delle decisioni solenni. Se vogliono andare con la destra xenofoba lo decissero chiaramente e gettassero la maschera. Altrimenti l’accordo, concordato e sottoscritto nei minimi dettagli, è l’unica possibilità di dare un governo al PAese.

Davvero: resterebbe solo il voto. Che nessuno vuole. Perchè è chiaro che dopo il deprimente  teatrino mandato in scena in questi  due mesi, sarebbero gli italiani stessi a rottamare i già invecchiati Renzi, Di MAio, Salvini, Meloni. Berlusconi? Si sta già rottamando da solo. Ma lo fa con colpi di teatro continui, da consumato show man. E di questo bisogna dargliene atto.