TARGHE STRANIERE, UN ALTRO MODO PER EVADERE LE TASSE E PER FARE I FURBETTI

DI ANNA LISA MINUTILLO

Non è vero che agli italiani manchi fantasia e creatività, peccato che queste due doti vengano sempre più spesso usate nelle accezioni negative dei termini.
Si perché comodamente si passa dai “furbetti del cartellino”, per arrivare a coloro che si fingono invalidi percependo pensioni che non gli spettano penalizzando così chi invece invalido lo è realmente, fino a giungere alla “grande trovata” delle auto immatricolate in Paesi come la Bulgaria e la Romania al fine di evitare di pagare multe, bollo e polizza assicurativa, nonché revisione auto annessa nel nostro paese.

Non si tratta quindi del turismo aumentato quando vediamo circolare un numero cospicuo di vetture a targa straniera circolare nel nostro paese ma dell’ennesimo tentativo di “farla franca” , di svicolare, percorrendo le “solite strade” ormai collaudate.
La targa inoltre fornisce
la possibilità di accedere ad assicurazioni RCA spesso molto meno costose delle corrispettive italiane.
Si circola così indisturbati, davanti agli occhi di tutti ed a spese di chi invece continua a comportarsi correttamente.
Facendo un salto indietro di due anni ricordiamo che
Il 5 Maggio 2016 la guardia di finanza di Malpensa ha sequestrato 48 auto di grossa cilindrata, con targhe straniere (come Svizzera, Russia, Ucraina, Romania), e ha contestato ai conducenti residenti in Italia il reato di contrabbando, perché le vetture non erano in regola con dazi e IVA. I controlli hanno permesso di accertare che molte delle persone alla guida dei veicoli sequestrati sono risultate anche sconosciute al Fisco Italiano.
Anche la polizia stradale ne sa qualcosa di questi autisti che sfruttando le pieghe legislative che vigono nei paesi sopra citati, si imbattono in un numero crescente di connazionali che di stare al passo oltre che con la propria auto, ma anche con l e regole, non ne vogliono proprio avere nulla a che fare.
Eppure abbiamo il codice della strada che stabilisce

che, se l’auto estera appartiene a cittadini residenti in Italia (sia connazionali sia stranieri), può circolare liberamente al massimo per un anno. Al termine di questo periodo la vettura deve essere ritargata dalla nostra Motorizzazione e conseguentemente si deve provvedere al pagamento delle nostre tasse e della polizza assicurativa.
Se questo non accade e l’automobilista “furbetto” viene smascherato si ritroverà l’auto sequestrata e dovrà pagare inoltre una multa pari a 335 euro.
Lo scorso anno
la Stradale ne ha “pizzicati” e sanzionati 774, più della metà avevano apposto sulla loro auto la targa romena.
Diventa complicato con l’eliminazione delle frontiere, accertare quando il veicolo sia entrato in Italia, un “bel” problema che genera per lo Stato un mancato introito del valore di qualche milione di euro.
Così ci si lamenta di ciò che non va in questo paese ma non si fa nulla per far funzionare e bene le cose.
A tutto questo si aggiunge anche il fatto che spesso questi “diligenti” autisti italiani sono alla guida di auto di grossa cilindrata (della serie: se devo imbrogliare lo faccio per bene!), in questo modo oltre ad evitarsi il pagamento dell’iva, si evitano anche quello del bollo e del “superbollo” destinato appunto alle auto più potenti, una cifra che può tranquillamente superare i 5 mila euro.

Ma quali sono le vie che seguono i furbetti per raggiungere il loro scopo?
Ancora una volta la rete la fa da padrona fornendo loro la lista delle agenzie che per conto di italiani, dietro corrispettivo offrono la possibilità di un contratto di noleggio a lungo termine o di leasing con una società straniera.
Organizzati e con tanto di autista messo a disposizione dalla società stessa, il “furbetto” riceverà la visita dell’autista che si occuperà di prelevare l’auto a domicilio, la porterà nel paese estero Bulgaria o Romania dove intesterà la gestione della stessa ( ma non la proprietà che resta a chi quell’auto la guiderà).
Seguirà la reimmatricolazione con successiva consegna in loco, ed il “gioco” è fatto, anche se di tutto si tratta tranne che di un gioco.
Grazie a costi assicurativi molto più bassi, noleggiare un’auto in Romania costa fino al 40% in meno e il bollo varia dai 30 ai 50 euro.
Insomma un abbattimento dei costi di mantenimento dell’auto unito al “grande vantaggio” di
evitare le multe per eccesso di velocità, divieto di sosta, transito nelle ztl.
Un bel risultato se aggiungiamo anche il fatto che l’auto è difficilmente pignorabile e il fermo amministrativo quasi impossibile.

Nel 2017, solo la Stradale ha accertato 105.982 infrazioni commesse da veicoli stranieri. In testa c’è la Romania (21.028), seguono la Svizzera (9.222), la Francia (8.475), la Bulgaria ( 7.775). Ebbene, al 20 gennaio scorso, 30.653 multe risultavano non pagate.
Altro problema con cui bisogna scontrarsi è quello della contestazione immediata delle multe.
Quando questa viene a mancare bisogna avviare la notifica all’estero e questo comporta il complicarsi delle cose, tanto che sovente si decide di rinunciare.
Un paese il nostro dove vige ancora molto alto un concetto che di elevato non ha nulla, ed è quello dell’impunità che fa sentire al sicuro chi adotta comportamenti dannosi per il paese ed alquanto discutibili.

In Francia ad esempio il modo di agire è differente, se non paghi, puoi solo sperare che nessuno ti fermi, perché il veicolo viene confiscato fino a quando il conto non verrà saldato. In Svizzera il rischio è quello di farsi qualche giorno di carcere. A Milano su 220 mila multe a targhe estere, si è riusciti a notificarne 85.742 ma solo 39.823 risultano essere state pagate. A Roma invece gli stranieri non hanno pagato il 74 per cento delle multe notificate.
A Verona il comandante dei vigili, Luigi Altamura, ha inventato un sistema che incrocia la banca dati con quella europea Eucaris per risalire alla proprietà dei veicoli stranieri riguardo a otto tipi di violazioni. Ogni mese viene estrapolata una black list delle targhe con più verbali e inserita sui palmari degli agenti.
Si è potuto scovare un sistema di
esterovestizioni con targhe romene o bulgare usate per sfuggire a fermi amministrativi e si sono potute sequestrare carte di circolazione per mancate revisioni.
Ma in caso di incidente stradale con auto europee cosa accade?
Per i risarcimenti interviene l’Ufficio centrale italiano (Uci) che attiva le procedure liquidative. Nel 2017 ce ne sono stati circa 48 mila: il grosso nella provincia di Roma, Napoli e Foggia. Le nazioni più coinvolte sono la Romania (9.985) e la Bulgaria (6 mila). Il problema è che i prezzi delle polizze sono adeguati al loro mercato ma non per coprire milioni di mezzi che circolano all’estero. E secondo l’Uci, in Bulgaria il costo medio della liquidazione del danno è di 100 euro, mentre in Italia è di 3.986 euro.
Una situazione di cui si parlerà

in Europa. La lotta contro i furbetti delle targhe straniere potrebbe prendere una piega positiva in futuro. L’Unione Europea si sta dotando di un sistema di interscambio informatizzato. Si chiama Eucaris e se oggi sono pochi i paesi che hanno aderito, in tempi brevi dovrebbero aderire tutti in Europa.
Infatti se a causa di troppi sinistri fallisse più di una compagnia bulgara questo innescherebbe una reazione a catena perché se il loro Fondo di garanzia non potesse più far fronte ai risarcimenti, dovrà pagarli il Fondo di garanzia italiano per le vittime della strada.
La via di uscita è rappresentata dal riscrivere il codice della strada specificando che:
«Chiunque è residente in Italia ma viaggia con targa straniera ha 30 giorni di tempo per reimmatricolare l’auto in Italia, pagare bollo e assicurazione». In questo modo lo Stato saprebbe sempre da chi e come riscuotere il pagamento delle multe.
Questo è il sistema adottato in Francia da anni, un sistema funzionante che basterebbe solo copiare, ma si sa, quando si tratta di copiare per il bene, ci perdiamo per strada..

 

1908LETTORI