FRANCESCO ANANDA DARSHAN: IL TANTRA, LA MAGIA DELLA VITA

di TINA CAMARDELLI

 

 

 

 

 

 

 

 

Francesco Palmisano, nome spirituale Ananda Darshan, laureato in Sociologia dello Sviluppo, all’università La Sapienza di Roma. Consegue una seconda laurea in Antropologia alla Miami University in Florida.  Frequenta il corso di Counseling biosistemico  nella scuola di Jerome Liss. Nel 2010 svolge pratiche olistiche nella Humaniversity in Olanda. Già durante gli studi universitari, si dedica allo studio e alla scoperta delle diverse culture filosofiche. Durante gli anni trascorsi in India si interessa al Tantra, all’Ayurveda e di seguito all’Induismo e al Buddismo. Pratica e conduce corsi di tantra da oltre 15 anni, creando  nel tempo un suo metodo, che interseca il tantra Kashmiri con la Bioenergetica e la Meditazione.

Partecipare ad un seminario di tantra condotto da Francesco Ananda Darshan è un’esperienza totalizzante. Le sue lezioni sono laboratori alchemici sperimentali, dove il corpo e l’anima sono la materia grezza da raffinare in oro. I suoi profondi  occhi neri, brillano di una forte luce interiore. Il suo viso e la sua gestualità, esprimono grande energia e immensa passione e dedizione. E’ travolgente, come un fiume in piena. Partecipare ai suoi seminari, richiede estrema consapevolezza e costante presenza, non  ci si può distrarre un attimo. Lo abbiamo incontrato per fare chiarezza su una pratica più famosa che conosciuta, che merita di essere divulgata.

-Tantra è un termine usato e abusato ai giorni nostri. Ne parlano in tanti, ma pochi sanno davvero di cosa si tratta e ancor meno sanno come metterlo in pratica. Molto spesso viene erroneamente associato al Kamasutra. Vuole chiarirci le idee?

Innanzitutto, per spiegare cos’è il massaggio tantrico bisogna dire cosa non è; non si tratta di una pratica sessuale. Ebbene sì, il massaggio tantrico rituale non è sesso. Un massaggiatore che pratica il rituale, sta donando tutto sé stesso ad una persona, che sta ricevendo innanzitutto un gesto d’amore. Il Tantra è una via esperienziale, e il massaggio può essere la porta di accesso a questo mondo spirituale . La disciplina Tantra non la fai, la vivi, è il Tantra che fa te, come ogni filosofia o spiritualità .

Gli obiettivi del massaggio tantrico sono diversi, vanno dalla riscoperta dell’armonia tra anima e corpo,  alla ricerca di un equilibrio nella sensualità prima e poi nella sessualità. Questo avviene attraverso il tocco ed il contatto tra le mani del massaggiatore ed il corpo del ricevente.

Esistono anche i massaggi di coppia dove due massaggiatori, solitamente un uomo ed una donna, si dedicano ad una coppia. Questo può essere utile per sciogliere blocchi della sfera sessuale e permettere ad una coppia di ritrovarsi sotto quell’aspetto.

Quanto scritto è solo una infarinatura di in mondo molto più vasto; un tantrika segue una via esperienziale, che non può essere raccontata per essere compresa, ma va sperimentata. Il massaggio non è la via, è un rituale che può introdurre o che può restare un’esperienza che si conclude senza avere seguito.

Una caratteristica fondamentale, per chi percorre questa via è uscire dal giudizio. Giudicare, senza conoscere è una trappola della mente, un velo di illusione, che ti allontana dalla vera conoscenza.

-L’energia sessuale è la più grande e inarrestabile forza dell’universo, ed è della medesima natura dell’energia solare. Non la utilizziamo solo attraverso l’atto sessuale, ma in mille altre situazioni. Ci vuole dire quali?

Ritrovare l’amore, questo è la finalità delle pratiche tantriche. Al centro della filosofia c’è la Shakti, la Dea Madre, l’energia femminile che dà la vita, che si manifesta in mille modi, che permea e muove ogni cosa.

La Madre ama i suoi figli e la creazione è la sua personificazione; la Madre è dolce, è attenta e può dare solo gioia a chi la sa capire ed accettare. La Madre è anche donna, figlia, sorella, moglie: tutte figure pronte a consolarti, ad ascoltarti, ad amarti, tutte figure che nell’India pre-ariana venivano venerate e rispettate.

Quando si parla di tantra, la gente pensa sempre ai rituali sessuali, misterici, dimenticandosi che il tantra è essenzialmente il “culto della femminilità” riportando il titolo di un ottimo libro scritto da Andrè Van Lysebeth: “Tantra, il culto della femminilità”.

I rituali sessuali ci sono, inutile nasconderlo; ma sono limitati a certe persone e a determinati periodi, con una finalità ben precisa.

TANoti e TRAyati, espandere e liberare, questo significa la parola tantra. Espandere la capacità sensoriale ai massimi livelli, liberare la mente dal vincolo dei sensi e consentirle di decollare, di partire verso l’alto, farla uscire dalla prigione per passare dalla dimensione materiale a quella metafisica e spirituale; esattamente come si fa con la kundalini in altre forme di yoga. Per ottenere questa espansione e liberazione il tantra segue il sentiero più veloce e più pericoloso. Swami Satyananda su questo punto è molto chiaro:

“se voglio andare da Delhi a Calcutta posso camminare, prendere un carro, un treno, un aereo o salire addirittura su un razzo: la velocità cambia, il tempo cambia, il rischio cambia” La via tantrica è rappresentata dal razzo, quindi pericolosissima.

Questo lo sapevano bene gli antichi maestri che hanno posto subito delle limitazioni alla pratica di alcuni rituali.

L’invasione ariana spinge i dravidici nel sud dell’India attuale, costringe rishi e muni, a nascondersi nelle foreste per salvare la cultura autoctona matriarcale in contrasto con la cultura vedica patriarcale; e gli scavi di Kajurao, con i magnifici templi sopravvissuti alla furia musulmana grazie alla foresta, con sculture che ricordano in modo esplicito rapporti sessuali di ogni genere, possono dare un’idea all’osservatore attento di cosa deve essere successo in quel periodo di guerre tremende ed incessanti.

-Ed il povero tantra che fine fa?

Gli ariani nella loro violenza erano anche saggi: imponevano le loro leggi, accettavano ciò che non era in contrasto con esse e secretavano, non distruggevano, ciò che non capivano o che era fuori legge; seguivano il sanatan dharma. Grazie a questo Sanatan Dharma il tantra si è salvato e si sono salvati tanti testi antichi che ci hanno consentito di conoscere questa cultura mai morta, che gli ariani consideravano stregoneria: la rifuggivano, ma la tolleravano: tolleranza che caratterizza tuttora la cultura religiosa indiana.

-Sempre più donne vengono violentate, stuprate e uccise, quasi sempre da uomini che sostenevano di amarle. Una vera strage. Il tantra potrebbe essere d’aiuto.

Indubbiamente, le parole chiave del rituale sono venerazione, devozione e rispetto. Se noi riuscissimo a trasferire queste tre parole nel rapporto contemporaneo fra uomo e donna, forse tante violenze non avrebbero senso. L’uomo nasce da una donna, che lo alleva e lo cresce per poi passarlo ad un’altra donna (fidanzata, moglie, amante) che ha il compito di completarlo facendogli vivere esperienze sensoriale e sessuali che possono elevarlo o distruggerlo, a seconda del suo grado evolutivo. Il ruolo della donna, fondamentale nella società tantrica matriarcale, è stato accantonato e distrutto dalle conquiste ariane e non è mai stato più ripristinato. Greci, romani, ariani, egiziani, tutti praticamente toglievano i figli maschi dall’influenza femminile ed affidavano la loro educazione alle strutture maschili: l’uomo diventa guerriero, conquistatore, impositore della sua volontà.

Tutti gli uomini oggi si sentono “vira” eroi, quando invece nella maggior parte dei casi sono solo “pashu” uomini del gregge.

Mentre le donne si sono dimenticate di essere Devi, dee portatrici della Shakti, di quell’energia femminile che fa girare tutte le cose create; e tentano, nella loro ricerca di evoluzione, di emulare gli uomini.

La filosofia tantrica, sfrondata dai tanti rituali antichi, semplificata e traslata nei nostri tempi, potrebbe rimettere le cose a posto, riportarle all’armonia originale, rivalutare quelle tre parole magiche: venerazione, devozione, rispetto; e far capire, sia agli uomini che alle donne, qual è il loro ruolo per ristabilire l’armonia universale originaria dalla quale ci allontaniamo sempre più.

Potrebbe sembrare un’utopia; ma oggi si parla tanto di “utopie concrete” e questa potrebbe diventarla.

In Italia ci sono centinaia di centri yoga e migliaia di praticanti, prevalentemente donne; basterebbe cominciare a far passare il messaggio tenendo presente che lo yoga è figlio del tantra e che tutta la filosofia dello yoga è basata sulla necessità di riunire Shiva e Shakti, l’energia maschile e quella femminile.

Questo è l’obiettivo dell’hatha yoga, del kundalini yoga, del kriya yoga e di tanti altri stili di yoga. Inoltre riportare in auge il discorso matriarcale, dopo cinquemila anni, non sarebbe un tornare all’indietro ma un andare avanti, in quanto i presupposti di partenza sono completamente diversi e, se ben gestito, potrebbe diventare la vera rivoluzione culturale del 21° secolo. E’ una sfida ed è una scommessa: accettiamola per il bene nostro e di tutti gli esseri umani.

E’ vero che gran parte della nostra energia sessuale viene sprecata.

L’energia sessuale è amore. L’amore non ha dimensione nè confini. Se parte dell’umanità riesce a liberarsi dalle catene che lo tengono schiavo. E’ l’amore, che gli dà l’energia necessaria per spezzare le catene con le quali nasce. Ma se l’amore non è indirizzato al bene, anzi se non è indirizzato “dal bene”, se l’amore non si lascia guidare, allora diviene una forza distruttiva che appesantisce la vita dell’uomo, lo rende infelice, depresso, ancora più schiavo.

Senza la luce del bene, l’amore diviene la più pesante delle catene. L’amore da libertà, indirizzato verso il bene, diventa divino.

-I tantrici antichi avevano scoperto che il piacere apre le energie del corpo e attiva processi di guarigione. In che senso il tantra guarisce?

La conoscenza è guarigione. La consapevolezza è guarigione. Cercare ostinatamente in direzione contraria al comune fare e pensare è guarigione. Studiare la filosofia tantrica diventa guarigione. Si il Tantra se praticato nella sua pura essenza diventa guarigione per il corpo e l’anima. Si abbandonano antichi retaggi culturali e religiosi. Ci dona nuova vita.

-Lei organizza in giro per l’Italia eventi Tantra, in cosa consistono?

Sperimentiamo attraverso la mindfulness, la meditazione, la filosofia tantrica, il concerto del femminile e del maschile che è in ognuno di noi. Diventa importante capire attraverso la meditazione, la conoscenza che abbiamo di noi, della nostra parte più nascosta e come da questo dipende la conoscenza, che abbiamo del tutto della vita.

La meditazione dinamica, i lavori di gruppo e individuali, ci condurranno a riconoscerci in un SE più profondo a volte assopito o dolorante a volte sconosciuto. Vibreremo attraverso tecniche Meditative Kashmiri e inizieremo ad approcciarci al Massaggio di tradizione Tantrica (nulla di quanto i media hanno negli anni fatto crederete che sia) il massaggio è disciplina, spiritualità, “Cura”. Questa pratica ci consegnerà una nuova  consapevolezza del nostro corpo, priva di giudizio e sovrastrutture. Scopriremo così quante volte nella vita, viviamo momenti nei quali non siamo razionalmente certi che sia così, che appartenga a noi il nostro fare, eppure intuiamo che è così, sentiamo che è giusto. Si è ingannati dalla società e relegati in un idea di ciò che è giusto e ciò che non lo è. Questo è il frutto del non darsi abbastanza libertà. Finiamo così per compiacere e allontanarci dal nostro vero e profondo sentire.

In questi seminari piantiamo un seme, che ci condurrà a una maggiore consapevolezza del nostro SE e del nostro Corpo. Ci porterà a rivedere tutti quei momenti nei quali è in gioco la totalità della nostra esistenza.

-Lei definisce la sessualità “un’arte alchemica”, Jung diceva che:  “l’arte alchemica è esercitare l’immaginazione di varcare i limiti imposti dalla logica razionalizzatrice”

“L’ostinata determinazione a riconoscersi”. Credo sia tutto qui. L’alchimia del cambiamento. Che fatica a liberare la “creatura” la “benedizione” che è in noi. Ancora più faticoso mantenerla in vita, dargli il potere di fare della propria autonomia ciò che deciderà.

Nessun desiderio di possesso, verso essa, nessuna seduzione manipolatoria dunque, solo la stupefacente epifania dell’incontro con le proprie pulsioni più bizzarre e forse inquietanti, ma radicate in noi.

Le favole raccontano di un “vissero tutti felici e contenti”.

Dobbiamo, piuttosto rivendicare per noi, la libertà di accogliere e abbandonarci all’inatteso, all’irregolare, al fuori norma. Avere piena consapevolezza di se e del proprio corpo “ad ogni età “ .

Facendolo ci mettiamo di fronte al nostro specchio interiore, all’enorme potenziale sovversivo che è il desiderio.

-Corsi e seminari ce ne sono centinaia, ed è difficile discernere tra maestri seri e improvvisati. Ci può dare qualche consiglio.

Cercare lì dove si avverte amore e gratitudine per quello che si fa. Lì dove non c’è speculazione, ma solo incondizionato amore di divulgare un’ antica e sapiente arte, appresa da più maestri in giro per il mondo. Lì dove a condurre non si avverta che sia il  “sapiente del tutto” che fa del suo lavoro un opificio, che produce attestati di carta pergamena, con su stampato abilità “professionali” apprese in un battere di ciglia. Pezzi di carta, che attestano che siamo sciamani. Fogli incorniciati, con su scritto una qualsiasi abilità olistica o addirittura spirituale, e poi entri in contatto con tanti, e ti accorgi che non sanno nemmeno cosa sia l’essenza di un respiro completo yogico o dei sutra di patanjali. O ti raccontano i chakra, come li hanno letti su Wikipedia. Sperimentare su di se è  quello che mi fa amare l’essere umano: lavorare sul suo corpo, sulla sua mente e sul suo spirito sono cose incertificabili e inattestabili. Richiedono un dono, che va compreso e coltivato.

-Cosa cerca un uomo in una donna e viceversa?

Cercano entrambi un altro se. La quotidianità uccide le relazioni prive di vita e fantasia. Si sopravvive, pensando che il tutto sia tra le mura di casa.  È il paradosso di oggi.

Durante la menopausa l’energia sessuale nella donna diminuisce?

Certo che no. Questo è un falso mito della sessualità femminile.Il Tantra  è una vera e propria “illuminazione” che va al di là di ogni limite spaziale e temporale. La sessualità non conosce età, ed è uno strumento per raggiungere la pura coscienza, ed elevare il livello spirituale, applicando il proprio amore verso l’umanità. Le false credenze possono influire negativamente sulla vita sessuale, creando ansie e timori. Studiarli e superarli rappresenta un passo importante per migliorare i rapporti sessuali, sia per la donna che per la coppia.

Nessuno a scuola ci ha insegnato come gestire al meglio la propria sessualità. Forse sarebbe stato meglio che imparare date a memoria? Ritiene che il Tantra dovrebbe entrare nelle scuole?.

Decisamente no e poi sarebbe impossibile nella società attuale volta al consumismo e al tutto e subito. Bisognerebbe piuttosto insegnare a vivere con “passione”, in tutte le sue sfumature. Il termine passione, indica comunque sempre qualcosa di magico, da cui si viene conquistati, che ci cattura. E’ una delle emozioni più intense che si possono provare nella vita. Questo andrebbe insegnato a scuola, a casa, nel mondo. Perche vivere la vita con passione, non è mai troppo tardi.