ALFIE EVANS, IL PICCOLO GUERRIERO CHE FRA POCO TORNERA’ A CASA

DI RENATA BUONAIUTO

Tom e Kate, chiedono adesso che si spengano i riflettori su Alfie.
Ieri alle 16.30 (ora italiana) i genitori del piccolo hanno incontrato i medici dell’Adler Hey Hospital di Liverpool, un incontro positivo che li ha visti finalmente concordi almeno nella decisione di riportare il bambino a casa. Il portavoce della Commissione Europea, Christian Wigand, ha però ribadito che “non c’è nessuna legge dell’Ue che possa essere invocata per consentire il suo trasferimento in Italia”. Da Washington un messaggio di apprezzamento anche per l’interessamento e la disponibilità dimostrata dal nostro paese. La portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Heather Nauert, ha infatti dichiarato “I nostri cuori e le nostre preghiere sono con il coraggioso Alfie Evans, la sua famiglia e i suoi amici … Comprendiamo che gli ultimi mesi sono stati difficili per loro. Rispettiamo le leggi britanniche ma apprezziamo anche gli sforzi dell’Italia per venire incontro ai desideri della famiglia”.
Il piccolo Evans, intanto, senza più l’ausilio della ventilazione assistita, continua a combattere, certo le sue condizioni permangono gravi, i danni neurologici probabilmente non potranno trovare soluzione almeno ad oggi ma, il suo cuoricino continua a lottare per questa vita ed i suoi genitori con lui.
Se fuori dall’ospedale i telecronisti hanno riposto i microfoni e spento le telecamere, se i poliziotti che presidiavano l’esterno della struttura sono rimasti solo in due, se i sostenitori adesso si avvicinano con maggiore discrezione, in tutto il mondo le preghiere per questo “piccolo guerriero” proseguono incessanti.
A Milano, Torino, Roma sono state organizzate veglie di preghiera, così come a San Nicandro Garganico, un paese vicino Foggia, dove in queste ore verrà recitato un “Rosario”, perché anche questo è un modo, se non forse il migliore, per portare conforto a questa giovane famiglia, che dell’amore e nell’amore ha trovato la forza, per sostenere e combattere a fianco di Alfie.
Restiamo, dunque anche noi, in attesa di aggiornamenti sul possibile ed imminente trasferimento a casa, dove oltre alle cure ed alle attrezzature necessarie al suo benessere, Alfie ritroverà i suoi giochi, il suo spazio. Una dimensione questa, che sicuramente potrà solo giovare e tranquillizzare il suo animo, così tanto stressato dalla lunga degenza ospedaliera.
Non gli mancheranno le cure e l’attenzione necessaria e chissà che non si possa sperare in un’ulteriore apertura da parte delle Istituzioni Britanniche ed ipotizzare ancora un suo trasferimento in Italia ma, questa volta solo bisbigliato a bassa voce.