CON ENRICO LUCCI NESSUNO E’ ESCLUSO

 

DI MARIO COCO

Il pubblico non lo abbandona un solo venerdì sera, i suoi servizi sul web contano centinaia di migliaia di visite e non è difficile che sbuchi improvvisamente alle nostre spalle se ci troviamo a passare per caso da Montecitorio o da qualche evento romano. Sto parlando ovviamente di Enrico Lucci, personalità che negli anni ha raffinato così tanto il suo talento giornalistico da riuscire ad imporre l’intelligenza e l’ironia che lo contraddistinguono all’interno di una televisione sempre meno irriverente.
Notiamo facilmente come proprio l’irriverenza sia una delle qualità più eclatanti del giornalista velletrano fin dalle prime partecipazioni a trasmissioni come “Telesogni” (Rai 3, 1996) e “Scirocco” (Rai 2, 1998). Gli spettatori cominciano, però, ad apprezzarlo attraverso “Le Iene”, programma per il quale lavora per ben diciannove anni. Seguendo i suoi servizi sempre più spiritosi e interessanti (le incursioni alla Festa del Cinema di Roma e le interviste al latitante Luciano Gaucci sono ormai dei classici), ognuno di noi lo ha immaginato almeno una volta in una trasmissione tutta sua. Le nostre curiosità sono state esaudite il 12 ottobre 2016, quando, accendendo il televisore, ci siamo trovati per la prima volta davanti a “Nemo – Nessuno Escluso”, una delle operazioni giornalistiche più seguite degli ultimi anni.
La vis di Lucci, che può avvalersi dell’atmosfera familiare che si respira al Teatro 2 di Cinecittà grazie anche alla brillante scenografia di Flaminia Suri, è inequivocabile: linguaggio semplice ma curato, sarcasmo, domande scomode, attenzione verso la psicologia dell’interlocutore e soprattutto una sottile voglia di distruggere le sovrastrutture sociali dei nostri tempi. Puntata dopo puntata, Enrico Lucci è riuscito ad annientare qualsiasi manifestazione, dai David di Donatello al Master Vip di Milano Marittima, smitizzando persino gli exit poll delle ultime elezioni. Le sue vittime sono innumerevoli e differenti tra loro. Si passa da Matteo Salvini al costumista Luca Riccioli, dalla showgirl Pamela Prati al senatore Razzi, dalla produttrice Rita Rusic all’ormai diva Monica Bellucci, senza dimenticare scambi di battute memorabili con il “Gonghista” di “La sai l’ultima?”, con la ballerina Roberta Pitrone e con il disturbatore Niki Giusino.
Quello lucciano, però, è soprattutto un giornalismo d’effetto, sempre mirato verso i meandri del mondo che ci circonda. Così “Nemo” riesce a far luce sui fenomeni sociali più curiosi ed inquietanti di oggi, quali i nativi digitali, i nuovi ricchi, i fruttariani e i melariani, il mercato dei social e di youtube, ma anche la quotidianità di artisti come Alvaro Vitali e i Cugini di Campagna. Un’altra caratteristica particolarmente interessante della trasmissione è quella di far realizzare dei servizi anche agli ospiti. Una delle ultime apparizioni televisive di Paolo Villaggio, infatti, appartiene ad un sentito e significativo servizio del figlio Piero per la trasmissione.
Alla luce di oggi, dopo il successo della sua creatura televisiva, possiamo constatare che per Enrico Lucci questo è un periodo di grande successo, ma probabilmente con la sua ironia lo avrà già mirabilmente distrutto.