BUON PRIMO MAGGIO, BUONA PARTECIPAZIONE NEL RICORDO DI PIO LA TORRE

DI LUCA SOLDI

 

Il 30 aprile 1982, su di una Fiat 131 guidata da Rosario Di Salvo, Pio La Torre stava raggiungendo la sede del partito comunista siciliano.
Quando la macchina si trovò in una strada stretta, una moto di grossa cilindrata obbligò Di Salvo, che guidava, ad uno stop, immediatamente seguito da raffiche di proiettili. Da un’auto scesero altri killer a completare il duplice omicidio.
Pio La Torre morì all’istante mentre Di Salvo ebbe il tempo per estrarre una pistola e sparare alcuni colpi, prima di morire anche lui.
Pio La Torre, indipendentemente da ogni credo politico fu grande uomo di istituzione, uno statista diremmo oggi ed al tempo stesso puntuale interprete dei bisogni del popolo e dei valori democratici.
Fu un politico attento e profondo conoscitore dei fenomeni sociali e del dilagare delle mafie che contrasto fino all’ultimo dei suoi giorni.
Pio La Torre non esitò mai a denunciare la mafiosità che lo circondava, ma intelligentemente si oppose anche all’installazione dei missili a Comiso, segno di un’altra mafia internazionalmente legittimata e “benedetta” da ben altra politica.
Per primo comprese il carcere non sarebbe bastato ad infierire colpi mortali alla piovra e che bisognava colpire le mafie nel cuore degli interessi economici.
Per primo nei portafogli e subito dopo nella “roba”, come lui stesso rammentava.
La mafia, la politica collusa compresero la grandezza dell’uomo, la sua pericolosità e non riuscendo a scalfirne i principi lo uccisero senza pietà.