CAMPIONATO CON GARBO. LA JUVENTUS A UN PASSO DAL SETTIMO SIGILLO, IL NAPOLI SI ARRENDE

DI DANIELE GARBO

Adesso sembra davvero tutto finito. La Juventus ha 4 punti di vantaggio a tre giornate dalla fine. Questo significa che, ammesso che il Napoli le vinca tutte, le bastano sei punti per la certezza aritmetica del settimo scudetto consecutivo. Difficile pensare che i bianconeri non vincano le due partite in casa con Bologna domenica prossima e col Verona, già retrocesso, all’ultima giornata. In mezzo la sfida con la Roma all’Olimpico, che a questo punto diventa una partita come tante. A meno che non la vinca la Juve e festeggi con una giornata d’anticipo.

Dunque i giochi sono fatti. Decisiva la vittoria della squadra di Allegri a San Siro contro l’Inter, crocevia fondamentale dopo la sconfitta casalinga col Napoli di sei giorni prima. Una vittoria maturata nei minuti finali, quando i bianconeri erano sotto di un gol, avevano incassato due reti in superiorità numerica e sembravano quasi rasseganti al peggio. Ma proprio quel “quasi” ha fatto tutta la differenza del mondo, perchè non appena l’Inter ha cominciato a pagare la fatica di difendersi in 10 contro 11, la Juve le è saltata addosso con la bava alla bocca, come un a belva assetata di sangue. E in due minuti tra l’87° e l’89° ha riscritto il copione della partita.

Infinte le polemiche attorno all’arbitro Orsato, che secondo molti avrebbe commesso errori tali da indirizzare il risultato a favore della squadra di Allegri. A mio avviso il direttore di gara di Schio, che ritengo da qualche anno il miglior “fischietto” italiano, è incappato in una serata no, come accade talvolta ai giocatori. Qualcuno ha giudicato eccessiva l’espulsione di Vecino per un’entrata pericolosissima sulla tibia di Mandzukic. Ora, che a sostenere questo sia qualche tifoso più o meno eccellente ci può stare. Quello che non si può accettare è che a sostenere questa tesi sia chi ha giocato a calcio ad alti livelli. Al giocatore croato sono stati applicati 10 punti di sutura e gli è andata pure bene, perchè se Vecino fosse entrato più deciso, gli avrebbe spaccato la gamba. Non basta questo per giustificare l’espulsione, peraltro sancita dal VAR, dopo che in un primo momento lp’arbitro aveva soltanto ammonito l’interista ?

Il vero errore di Orsato è stato di non espellere Pjanic, già ammonito, per un paio di entrate pericolose. E questo è fuori discussione. Ma accusare Orsato di essere al servizio della Juventus, quindi sostanzialnente in malafede, mi sembra vergognoso. Perchè quando un giocatore si divora un gol a porta vuota oppure un portiere si fa passare il pallone sotto la pancia va tutto bene, mentre se un arbitro prende una decisione sbagliata (delle decine che prende in 90 e più minuti) lo si accusa di malafede ?

Conosco personalmente Orsato da parecchi anni, praticamente dal suo debutto in serie A, ho avuto con lui un rapporto cordiale, ci siamo confrontati spesso per commentare episodi e decisioni sue o dei suoi colleghi. L’ho sempre trovato aperto e disponibile al dialogo, anche se, a norma di regolamento, agli arbitri è vietato parlare coi giornalisti. Credo che lui sia il primo ad essere dispiaciuto per gli errori che ha commesso e per il giudizio severo di suo figlio, il suo primo critico, come mi confessò un giorno. Ora si stanno scatenando tutti alla ricerca di scheletri nell’armadio: il fratello juventino, lui stesso con simpatie bianconere da ragazzino. Questo non è giornalismo, ma spazzatura da social network.

Il giorno dopo il Napoli è sceso in campo a Firenze mentalmente distrutto: pensava di avere in mano lo scudetto, si ritrovava invece con un pugno di mosche. Tesi, nervosi, forse inconsapevolmente rasseganti, i giocatori di Sarri sono andati al massacro contro una Fiorentina spietata, incassando la prima sconfitta esterna di questa loro straordinaria stagione. Il Napoli meriterebbe lo scudetto per il gioco espresso, ma purtroppo finisce per pagare un organico inferiore a quello della Juventus. Gli azzurri vanno comunque applauditi perchè ci hanno regalato il campionato più appassionante degli ultimi anni, evitando la solita fuga solitaria dei sei anni precedenti.

L’Inter vede allontanarsi il traguardo Champions League, perchè ora Roma e Lazio hanno quattro punti di vantaggio a tre giornate dalla fine. I giallorossi liquidano il Chievo senza problemi e si presentano tirati a lucido all’appuntamento col Liverpool, a caccia del secondo miracolo consecutivo dopo quello col Barcellona.

La Lazio vince a Torino col piglio della grande squadra con un gol di Milinkovic Savic, tornato decisivo dopo un periodo di appannamento. Peccato per l’infortunio di Immobile che priverà Simone Inzaghi del capocannoniere del campionato per la volata finale. Ma la squadra è in grande condizione atletica in una stagione in cui ha giocato moltissimo su tutti i fronti.

Ancora apertissima la lotta per l’Europa League, con l’Atalanta che continua a macinare risultati, il Milan, la Sampdoria e la Fiorentina che non mollano.

In zona retrocessione l’Udinese blocca l’emorragia dopo 12 sconfitte consecutive, ma il pareggio di Benevento in superiorità numerica non è affatto tranquillizzante. In caduta libera anche il Chievo, ora terz’ultimo davanti ai cugini del Verona, città che rischia di finire due volte in B.

Vittorie pesantissime per Crotone e Spal, squadre vive, mentre il Cagliari è sempre più inguaiato.