RENZI REGALA IL FRIULI ALLA DESTRA POPULISTA E XENOFOBA DI SALVINI

DI LUCA SOLDI

 

 

Era il regno indiscusso di Debora Serracchiani, il simbolo giovane del nuovo Pd poi l’abbraccio con Renzi ha trasformato questa bella regione in un nuovo sepolcro imbiancato per il Pd.

Nessuno sperava di meglio ma la consegna del Friuli in mano leghista segna un momento di non ritorno irripetibile.

Poca consolazione in casa renziana ma la tenuta segna un passaggio importante dopo che Renzi da Fazio, schiacciando Martina, aveva messo in atto la restaurazione al vertice dem.

E la destra, come previsto da tutti, conquista il Friuli Venezia Giulia e permette di consolidare la leadership di Salvini all’interno della coalizione di centrodestra.

Con una partecipazione al voto di poco sotto il 50%, governatore diventa Massimiliano Fedriga con ben oltre il 57% dei consensi. Anche Forza Italia, gode della vittoria della destra, per i berlusconiani di cui tanti analisti temevano il tracollo, adesso c’è addirittura anche un po’ di recupero di terreno.

Un fatto che permette a Berlusconi ed i suoi di cantare vittoria interpretando il risultato come decisamente favorevole ad un governo “del centrodestra unito”. Fedriga, assume le chiavi della regione con il più alto consenso possibile: “Risultato impensabile, la Lega ha avuto la più alta percentuale della storia. Speriamo che serva anche a Roma”, ha dichiarato il nuovo governatore che è anche segretario regionale leghista. “Nel Parlamento – ha poi commentato sul futuro del livello nazionale – nulla si può fare aggirando Lega e MoVimento 5 stelle: escludendo Lega e 5 stelle nessuno avrebbe i numeri. La Lega – ha poi concluso – non è più un partito radicato solo al Nord, dove adesso governa in Fvg, Veneto e Lombardia. Ma è ormai una realtà consistente anche nel Mezzogiorno”.

Fra gli sconfitti il Pd tiene riuscendo a tenere le posizioni, mentre crollano sonoramente le quotazioni dei 5 Stelle. I grillini perdono 12 punti rispetto al 4 marzo dimezzando i consensi.

Per il Movimento è la ratifica di un brutto movimento: ha dimezzato i voti presi alle politiche in Fvg (dal 24 all’11,9 per cento) e ora invoca elezioni a giugno.

Ben oltre il prezzo a livello locale il movimento si ritrova a pagare quello di non essere riuscito a formare un governo dopo quasi sessanta giorni di estenuanti trattative dalle politiche del 4 marzo quando i grillini erano usciti come primo partito con il 32 per cento dei voti.

risultati delle urne – come per il Molise una settimana fa – avranno inevitabili ripercussioni soprattutto sugli equilibri di forza nel centrodestra, con la Lega che si riconferma primo partito della coalizione.

Fra tutti i commenti che di accavallano in queste ore valgono di più quelli del segretario del Carroccio che ironizza dando in un tweet i due di picche al Pd e a Di Maio . “Dopo i molisani, anche donne e uomini del Friuli-Venezia-Giulia ringraziano il Pd per l’egregio lavoro svolto, e salutano Di Maio&Compagni” commenta Salvini. Il leader leghista assicura il Paese di essere pronto al governo ed intanto si accontenta di postare la foto di un due di picche nella sabbia in riva al mare.

Degno di nota il commento del segretario del Pd Martina che piuttosto di soffermarsi sul consolatorio risultato in Friuli pone l’accento sulla difficilissima situazione interna.

Un situazione incontrollabile che potrebbe perfino costringerlo ad un gesto estremo di rinuncia.

Maurizio Martina, all’indomani delle parole di Matteo Renzi che a ‘Che tempo che fa’ ha bocciato senza appello una ipotetica alleanza di governo con il Movimento 5 Stelle evidenzia che ormai l’uscita di Renzi ha reso inutile la Direzione del partito in programma giovedì. “Ritengo ciò che è accaduto in queste ore grave, nel metodo e nel merito. Così un Partito rischia solo l’estinzione e un distacco sempre più marcato con i cittadini e la società; si smarrisce l’impegno per il cambiamento e non si aiuta il Paese. Per questo continuo a pensare che il Pd abbia innanzitutto bisogno di una vera ripartenza su basi nuove”, ha sottolineato il povero Martina.