VENEZIA E L’INVASIONE DEI TURISTI

DI ELISABETTA VILLAGGIO

Venezia, la città unica al mondo, quella che rapisce chiunque ci arrivi, quella così particolare è anche molto fragile. Ieri il sindaco Brugnaro ha deciso di mettere dei tornelli all’altezza del ponte di Calatrava, l’ultimo ad essere costruito che si trova vicino alla stazione, scatenando le ire di alcuni no global che ne hanno divelto uno urlando che Venezia non è un Luna Park, non è Disneyland. Ma ultimamente la città lagunare costruita su migliaia di isolette è diventata una vera Disneyland. Ogni giorno, in particolare durante le festività, è invasa da centinaia di migliaia di turisti che vanno a San Marco, sul ponte dei Sospiri e a Rialto camminando come delle mandrie o dei greggi nelle stesse stradine settecentesche concepite per un numero decisamente inferiore di persone. I peggiori sono i turisti mordi e fuggi, quelli scaricati dalle navi che in qualche ora vogliono impossessarsi della città e, purtroppo, quasi esclusivamente per fare dei selfie da postare immediatamente per lasciare testimonianza della loro presenza lì, in quel momento, sui social. Molti di loro la città la vedono solo attraverso lo schermo del loro telefonino. Questi turisti non consumano poiché mangiano e bevono, abbondantemente, sulle navi. Comprano solo degli orribili ricordini, made in China, al prezzo di un euro nei negozietti gestiti da cittadini del Bangladesh.

Venezia, la città più bella del mondo ma anche la più fragile, non può sopportare questo. A Pasqua le persone che l’hanno attraversata erano più di duecentomila. Praticamente quattro volte i residenti che superano di poco i cinquantamila. Come se Parigi fosse invasa ogni giorno da più di otto milioni di persone e Londra oltre trenta. Sarebbe improponibile. Ci sono dei ponti a rischio crollo, la città sta perdendo la sua identità, qualunque buchetto si è trasformato in bed and breakfast e gli abitanti si trasferiscono altrove. E che facciamo se per far guadagnare due lire, o due schei come si direbbe a Venezia, i troppi turisti distruggessero qualcosa? Sarebbe tardi, meglio intervenire subito. Io avrei un modesto suggerimento: dal momento che la città è un museo a cielo aperto facciamo pagare un biglietto d’ingresso giornaliero e chi arriva con le navi, dove è tutto all inclusive e non vuole sborsare nulla, può tranquillamente vedere un bellissimo video su uno schermo gigante della nave comodamente seduto su una poltrona mentre sorseggia un Bellini. E ricordiamoci anche che c’è una Venezia ricostruita proprio in un parco Disney, quello in Florida. Anche lì ci sono i tornelli e il biglietto bisogna pagarlo.