C’E’ UNA CHIESA CHE STA CON I LAVORATORI

DI LUCA SOLDI

 

C’è una chiesa che sceglie di stare con il lavoro, con i lavoratori. Che si fa partecipe delle crisi del tempo e non si vergogna di denunciarle. Che non si esclude dalle proprie responsabilità e si fa testimone di quei valori che sono alla base della società.

È una Chiesa che non è nuova, di cui lo stesso Papa Francesco è portatore di istanze, di cui tanti sacerdoti si fanno testimoni partecipi delle crisi che portano il lavoro ad allontanarsi dall’essere momento fondamentale di crescita e liberazione.
Passaggi che sono emersi alla festa del Primo Maggio, festa di quel lavoro fondamento della Repubblica, a Bologna con testimonianza dell’arcivescovo di Bologna, Zuppi.
“Dopo le macerie della crisi bisogna scegliere un modello di lavoro che garantisca stabilità e futuro”. Parole lanciate da monsignor Matteo Zuppi, sul palco del Primo maggio in piazza insieme ai segretari provinciali dei sindacati confederali, Maurizio Lunghi per la Cgil, Danilo Francesconi per la Cisl e Giuliano Zignani della Uil.
E non è stata la prima volta per Matteo Zuppi, che a margine con i giornalisti ha ricordato le troppe morti sul lavoro e “il peso che ancora oggi ha sul lavoro la fatalità, sintomo di mancanza di garanzie”. Ma “lavoro e sicurezza – ha spiegato il vescovo – non possono non andare insieme”. Il primo welfare che c’è, ha ammonito Zuppi dal palco “è portare a casa la pelle”. Applausi per lui dalla piazza dei sindacati, con Giuliano Zignani che, scherzando, a proposto: “Quando nascerà un sindacato unitario di Cgil, Cisl e Uil faremo a lei, monsignore, la prima tessera”.