I SIMPSON, EPOPEA DI UNA FAMIGLIA SENZA TEMPO

 

DI MARIO COCO

Per chi, come me, appartiene ad una generazione cresciuta tra gli anni ’90 e i primi 2000, anche solo l’eco della sigla iniziale de “I Simpson” riesce ad evocare alcuni dei ricordi più candidi della propria infanzia.
L’orario della messa in onda su Italia Uno, infatti, era particolarmente strategico, visto che la fascia che andava dalle 13:40 alle 14:50 (che comprendeva anche altri cartoni come “Lupin III” e “Dragon Ball”) era seguitissima da tutti noi che pranzavamo appena tornati da scuola. La prima volta che venne trasmessa in Italia, l’1 ottobre 1991 su Canale 5, la serie animata venne però collocata alle 22:30, ora proibitiva per i bambini, trattandosi tra l’altro di un giorno feriale. Il vero successo arrivò, infatti, nel 1997, grazie al passaggio su Italia Uno ad ora di pranzo.
E’ proprio davanti a delle pietanze che agli spettatori italiani accadde qualcosa di curioso e di non previsto dai creatori Matt Groening e James L. Brook (anche produttore esecutivo). Il cartone animato, che in America era stato pensato come un perfetto specchio sociale, in Italia divenne lo sdoganamento ufficiale della libertà d’espressione tra gli infanti. Le proteste che si susseguirono negli anni, infatti, non furono poche. Ad essere contestati dalle mamme erano diversi temi audaci affrontati in parecchie puntate, quali il sesso, la droga e la prostituzione, senza dimenticare alcuni divertissement sulla religione.
Nonostante le prime lamentele, siamo tutti un po’ affezionati alla famiglia di Springfield, ma non sono solo Homer, Marge, Bart, Lisa e Maggie ad essere entrati nel nostro immaginario. Una delle caratteristiche più riuscite della serie è la validità artistica dei personaggi secondari. Ad ognuno di loro appartiene uno stereotipo ben analizzato da Groening e in certi casi ancora più estremizzato dal doppiaggio italiano. Tra i tanti emergono sicuramente il commissario Winchester (poliziotto pigro e corrotto), Krusty il Clown (artista televisivo spesso pressato da problemi giudiziari e abuso di alcool), Grattachecca e Fichetto (i cartoni violentissimi preferiti dai bambini di Springfield), il signor Burns (dirigente senza scrupoli della centrale nucleare in cui lavora Homer), Telespalla Mel e Telespalla Bob (spalle comiche frustrate di Krusty) e Willie (il bidello violento della scuola frequentata da Burt e Lisa, in origine scozzese e da noi sardo).
Il successo mondiale della serie, arrivata ormai alla trentesima stagione, ha sempre garantito numerose partecipazioni speciali e contaminazioni artistiche. Accanto ai Simpson sono spesso apparsi artisti come Sting, Meryl Streep, Tony Bennet, gli Aerosmith, Stan Lee, Ringo Starr, George Harrison e Paul McCartney, mentre in Italia si ricorda una puntata speciale doppiata da Mike Bongiorno, Paolo Bonolis, Francesco Totti e Ilary Blasi. Inoltre alcuni personaggi fissi del cartone sono la chiara parodia di diverse star. Per esempio, Mr Armaggedon è ispirato a Mike Tyson e Gil Gunderson a Jack Lemmon. In un episodio compaiono addirittura Stanlio e Ollio.
Non sono mai mancate neanche le trovate commerciali di promozione del prodotto. Oltre agli infiniti gadget, le più memorabili sono senz’altro l’entrata in commercio della birra Duff e la creazione di innumerevoli videogiochi (soprattutto per il GameBoy). Uno dei più divertenti era “The Simpsons – Bart vs the World”, pubblicato tra il 1991 e il 1993 per la piattaforma NES. Di conseguenza, lo ricordo tra la quantità incredibile di videogiochi inseriti negli emulatori per le prime playstation, a più di dieci anni dalla sua reale uscita.
Dopo ventisette anni, un film (uscito nel 2007) ed una tempesta di puntate speciali, ad essere trasmessa attualmente è la ventottesima stagione. Mentre attendiamo la ventinovesima e la trentesima ancora inedite e notizie sulle evoluzioni del nostro doppiaggio (dopo le riduzioni dei cachet, l’unica voce “storica” rimasta è quella della prolifica e bravissima Monica Ward), l’arcinota sigla di Danny Elfman continua ancora a tenerci allegri e ad accompagnare le visioni di una delle serie animate più coinvolgenti di sempre.