LEGGE ELETTORALE. LE BUGIE DI RENZI

DI ALESSANDRO GILIOLI

Renzi – presupponendone la buona fede – si conferma un analfabeta della stessa legge elettorale che il suo partito ha proposto e votato.

In un sistema proporzionale le elezioni non le vince nessuno, a meno che non prenda il 51 per cento.

Certamente, nel nostro caso, non le ha vinte Salvini, che ha preso meno voti del Pd.

Ma nemmeno il M5S che rappresenta meno di un terzo dell’elettorato.

Non ha quindi nessun senso, in un sistema proporzionale in cui nessuno ha avuto la maggioranza assoluta – dire “chi ha vinto governi”.

Basta vedere gli altri sistemi proporzionali: in Germania governa anche l’Spd che preso il 20 per cento, in Portogallo il partito arrivato primo è stato messo all’opposizione dai tre partiti che singolarmente hanno preso meno voti, ma insieme superano il 50. In Italia col proporzionale abbiamo avuto premier di partiti attorno al 10-11 per cento (Craxi) e perfino al 4-5 (Spadolini). E partecipavano al governo pure partiti poco sopra l’1 per cento come il pli. Malagodi non si sarebbe mai sognato di dire che voleva stare all’opposizione perché aveva preso l’1,5.

Renzi, fosse onesto, non menerebbe il torrone con queste sciocchezze da analfabeta del proporzionale ma direbbe semplicemente che non vuole andare a fare maggioranze come junior partner di un governo a centralità M5S perché non gli piace e perché ritiene che non gli convenga. Quindi che preferisce che governi il M5s con le destre, sperando di raccoglierne i frutti dall’opposizione. E che questo obiettivo perseguirà perche ha abbastanza senatori per farlo.

Sarebbe una posizione forse cinica (“il Paese vada pure alle destre perché mi conviene”) ma almeno limpida, onesta, sincera.

Invece si inventa la palla che “chi ha vinto deve governare”: che, in un sistema proporzionale in cui nessuno ha preso il 51, è un’ennesima finzione.

Ciò che sottovaluta è che le finzioni troppo evidenti puzzano – e vengono al nodo presto.