ROMA – LIVERPOOL, CITTÀ BLINDATA. SPERANZE PER SEAN COX

DI JACOPO MORRONI

La città di Roma si prepara ad accogliere 5000 tifosi inglesi che già da oggi invaderanno il centro della Capitale. Roma – Liverpool infatti incombe, fra le speranze dei tifosi giallorossi del “miracolo-bis” ed i timori della prefettura su possibili ritorsioni ultrà dopo gli incidenti di Liverpool. Sono infatti ancora in carcere i due italiani accusati di “violent disorder”, coinvolti nel vigliacco agguato al tifoso dei Reds Sean Cox. Il cinquantatreenne è ancora in coma, ma nelle ultime ore la speranza di un risveglio rapido si sta facendo strada fra medici e famiglia. Commovente la colletta per pagare le spese mediche della famiglia Cox, con più di 50.000 sterline raccolte in pochi giorni.

Tornando a Roma, la città si sta organizzando per evitare sostanzialmente qualsiasi incontro, o anche scambio di sguardi, fra le due tifoserie. Mille agenti schierati, quasi un record, e movimenti limitati per la compagine anglosassone, con punto di ritrovo classico a Villa Borghese. Ma non solo: vietata la vendita d’alcool in tutta la zona intorno lo stadio già dalle 19.00 di oggi (1 Maggio, n.d.r.) sino alla mattina del giorno dopo il match. Stampate anche brochure in inglese per gli ospiti, con indicazioni stradali, il numero unico per le emergenze, le direttrici con cui raggiungere lo stadio per evitare l’incontro con i tifosi giallorossi.

La Sindaca Raggi ha firmato un appello, congiuntamente al sindaco di Liverpool Andersen e all’ex-capitano romanista Francesco Totti, rivolto a ambo le tifoserie: rivalità si, sport e agonismo tanto, ma basta con la violenza. Più efficace dell’appello potrebbe però essere l’iniziativa dei bar e pub della zona: un tam-tam moderno, via whatsapp, per segnalare in tempo reale scontri, verbali o fisici, venditori abusivi di alcool, danneggiamenti alla città di Roma.

Secondo le autorità inglesi sarebbero non più di 30 o 40 i soggetti da controllare, mentre le stime italiane parlano di qualche centinaio. Che siano dieci, cento o mille, che siano della Roma o del Liverpool, suonano più che fondate (ed accade raramente…) le parole di Pallotta. Cosa non deve fare una città per difendersi da qualche “fuckin’ moron”?