EVENTUALE ACCORDO PD M5S? DUREREBBE UN “CAMBIO DI STAGIONE”

DI FABRIZIO FALCONI

Nell’insignificante scenario politico italiano, è positivo il mancato e impossibile accordo tra pd e m5s. Sono due schieramenti i cui vertici – non tutto l’elettorato (c’è anche una stretta minoranza di grillini che sono ex elettori pd) – la pensano all’opposto su tutto, che si sono insultati per 5 anni continuati, delegittimando ogni giorno l’altro e negando all’altro capacità di intendere, di governare e di proporre. Un malaugurato accordo governativo sarebbe durato il tempo di un cambio di stagione, qualche mese o forse settimana e avrebbe ancora di più compromesso la credibilità di questo paese già ai minimi storici. Sono poi due schieramenti senza veri interlocutori, in questa fase. Nel pd non si sa chi prenda le decisioni, nell’attesa di un nuovo ennesimo congresso che probabilmente sancirà una nuova scissione in due tronconi sempre più irrilevanti. Nel movimento 5 stelle la linea non esiste: si propone tutto a tutti, irresponsabilmente: ogni cosa e il suo contrario, e di maio appare più che altro come un piccolo portavoce – sempre in imbarazzo – che esegue gli ordini presi nel chiuso delle stanze di una società esterna (Casaleggio e associati) che decide di volta in volta in base a strategie e convenienze. Bene dunque che si archivi anche questa pagina: molto meglio nessun governo, o un governo ponte in grado di traghettare verso nuove elezioni che – è molto probabile – serviranno a ben poco, se non si metterà mano ad una legge elettorale adatta a mettere un minimo d’ordine nel pollaio italiano.