M5S. SI SAPEVA GIA’ CHE IL 32 PER CENTO NON SAREBBE BASTATO A GOVERNARE

DI CLAUDIA SABA

Alla sera del 4 marzo 2018
gioivano per la vittoria.
La mattina dopo era chiaro che quella “vittoria” non sarebbe bastata.
Quel 32% non permetteva di governare.
D’altronde era già stabilito, ancor prima delle elezioni, che mai avrebbero permesso al M5S di governare.
Una legge elettorale così costruita, era palesemente contro e non certo a favore.
Il m5s si è mosso al meglio che ha potuto, facendo in qualche modo comprendere, che la Lega è proprietà di Berlusconi e quindi chi l’ha votata in realtà ha votato ancora una volta Berlusconi.
Basta andare a leggersi una recente intervista del
“Fatto Quotidiano”in cui Gigi Moncalvo parla dell’esistenza di una scrittura privata:
“Berlusconi rinuncerà a tutte le cause civili fatte negli anni alla Lega e appianerà i tanti debiti della Lega, soprattutto quello contratto per la sede faraonica di via Bellerio”. E in cambio avrà:” la proprietà del simbolo della Lega Nord, quello con il guerriero con lo spadone, vale a dire Alberto da Giussano. Con questo atto notarile la Lega non potrà più presentarsi col suo marchio alle elezioni politiche senza allearsi con Forza Italia. E infatti da allora non sono mai andati alle elezioni da separati”.
E ancora:”C’è un documento dell’ex tesoriere di Forza Italia, Giovanni Dell’Elce, che scrive, su carta intestata di Forza Italia, alla Banca di Roma, allora guidata da Geronzi, per concedere una fideiussione di 2 miliardi di vecchie lire alla Lega Nord”.
Allora tutto diventa più chiaro e che piaccia o no, la verità di questa alleanza è sancita nero su bianco da un notaio.
Dall’altra parte il PD invece, messo davanti ai fatti, è stato costretto a gettare la maschera mostrandosi per ciò che realmente è.
Un concentrato di arroganza e supponenza, che non ha proprio voglia di imparare nulla dai tanti errori commessi.
Che invece di fare mea culpa, di provare a capire
perché gli elettori siano fuggiti, continua sulla strada dell’autodistruzione.
E così prima ha provato a fare melina, rimbalzando responsabilità a questo o quel segretario di turno, poi ha provato a fare la vittima e poi ha iniziato di nuovo ad attaccare il m5s usando i suoi stessi argomenti.
“I 5 stelle ci hanno offeso e noi con loro- insistono-
La legge l’abbiamo scritta noi, perciò o comandiamo per continuare a fare ciò che abbiamo sempre fatto, oppure non se ne fa niente”.
E così il vero capo camuffato da “Senatore semplice”, invece che da “Segretario dimissionario” ha perso ancora una volta, l’occasione giusta per stare in silenzio!
È andato in Tv da Fazio azzerando qualsiasi “dubbio” su chi realmente comanda il Pd, e senza nemmeno aspettare la decisione della loro direzione prevista per il 3 maggio, ha palesato il suo vero ruolo all’interno del partito.
Cosa accadrà allora?
Ciò che tutti abbiamo sempre sospettato.
Tutto passerà nelle mani di Mattarella che sarà costretto, grazie a questa legge elettorale, ad individuare un Presidente del Consiglio esterno con tutte le conseguenze del caso.
Il resto è certamente noto!
L’instaurarsi di una
situazione che da troppi anni siamo abituati a vedere ma che accettiamo nonostante tutto.
E quindi, ancora una volta, ci ritroveremo un governo mai votato senza la certezza sul quando andremo ancora a votare.