GIULIA SAURO: QUANDO LA SINDROME DI DOWN DIVENTA “LEZIONE DI VITA”

DI RENATA BUONAIUTO

Giulia Sauro ha 33 anni ma ne dimostra almeno 10 in meno, è piccolina ma con una grinta, una determinazione ed una forza da far invidia a tutti. In questi ultimi mesi il suo nome sta volando velocemente sulle reti televisive nazionali, regionali e su tutte le principali testate giornalistiche, perché a fine marzo la giovane ha conseguito con un meritatissimo 110 e lode, una laurea in Scienze politiche.
Fin qui nulla di strano se non fosse che Giulia è affetta dalla sindrome di Down, un’alterazione del cromosoma 21 che può determinare disabilità più o meno gravi. Ma di queste difficoltà non parla. Lei è estremante positiva, i suoi genitori fonte d’immensa ispirazione, le hanno fornito tutti gli strumenti necessari affinché i suoi “sogni”, potessero trovare realizzazione. E quando dalla passione per le “storie”, che aveva da bambina, Giulia ha cominciato ad interessarsi alla “storia”, si sono adoperati ed attivati perché questa sua passione potesse trovare una giusta espressione.
Giulia ha una sorella, sposata, che vive a Roma, laureata in psicologia, ed un fratello laureato in fisica ma, anche sullo scelta della facoltà aveva le idee ben chiare, nessuna quindi “suggestione” ma una scelta voluta ed anche motivata. “Adoro la Storia. Mi incuriosisce la vita. Amo la Rivoluzione francese. Ho optato per la tesi su Necker perché fu lui, da ministro delle Finanze del re, a capire prima di ogni altro membro della corte di Francia che la popolazione sarebbe, da lì a poco, insorta per rovesciare il regime”.
Dopo il diploma conseguito all’Istituto Pagano, si è iscritta all’Orientale, una facoltà che ha istituito uno sportello “SOD”, dedicato agli studenti con una diversa abilità, per accompagnarli durante il percorso didattico fornendo loro sussidi, logistici e tecnici.
Per Giulia oltre alla studio, una giornata ricca di mille impegni. E’ volontaria in ospedale, con la “Clown terapia”, per i piccoli ricoverati, partecipa come assistente alla scuola velica di Mascalzone Latino, così come all’Istituto Campano, per la storia della Resistenza, ma non chiedetele di cucinare perché, proprio le piace.
Dopo la laurea, la sua speranza è quella di trovare lavoro, per questo quando è stata invitata dal sindaco di Napoli, Luigi De Magistris e dal Presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca che intendevano complimentarsi con lei per il ragguardevole risultato raggiunto, ha subito raccontato del suo sogno di poter trovare occupazione nel campo del sociale.
Non ha avuto paura né timori “riverenziali”, nei loro confronti ma come afferma sempre lei: “La paura si può superare non avendola e credendo in se stessi….di mio faccio la terapia del sorriso e quindi guardo sempre alla vita in positivo”.
Giulia racconta che il giorno della proclamazione non si è commossa e che anzi lei non piange mai quando deve essere concentrata ed ha anche scoperto che in quei momenti il suo linguaggio è più fluente, senza incertezze. Ma di Giulia colpisce tanto la sua meravigliosa ed innocente comicità. Sorride e comunica gioia di vivere, fede e speranza nel futuro, allegria ed ottimismo.
Perché se essere Down potrebbe, secondo alcuni rappresentare un “limite”, l’innocenza del suo sguardo, il candore delle sue parole e la semplicità del suo essere, per tutti è e sarà sempre, una “lezione di vita”.