IL CASO PISCICELLI

DI PAOLO VARESE

Primo maggio 2018. Un appartamento in via di Villa Grazioli, nel quartiere romano dei Parioli. Una donna entra in camera da letto del figlio e lo trova riverso sul letto, esanime. Sul petto una scritta fatta con un rossetto “mi hai lasciata sola mi vendicherò”. E’ iniziata così la giornata per la madre di Giuseppe De Vito Piscicelli, ragazzo di 23 anni nonché erede della nobile famiglia napoletana assurta agli onori delle cronache in due occasioni: la prima in seguito al terremoto de L’Aquila, del 2009, in quanto il padre venne intercettato mentre rideva, parlando al telefono con i suoi soci, pregustando gli affari che si sarebbero potuti fare grazie alla ricostruzione. La seconda volta invece le luci della cronaca illuminarono ancora il padre, che il 26 dicembre del 2011 parcheggiò il proprio elicottero sulla spiaggia di Ansedonia, poiché voleva portare la madre a pranzo. Un cognome ingombrante per quel ragazzo con problemi di tossicodipendenza ed alcool, che frequentava una comunità di recupero. E proprio in quella struttura avrebbe conosciuto la sua fidanzata, colei che avrebbe portato la droga in casa del ragazzo. Si sospetta una overdose alla causa del decesso, ma bisognerà attendere il referto del medico legale per poter confermare il sospetto, ed in quel caso per la ragazza potrebbe scattare una denuncia, poiché non avrebbe avvertito nessuno, lasciando l’appartamento alle prime luci del mattino. Resta il mistero della scritta sul petto, una semplice frase frutto di una disconnessione mentale dovuta all’abuso di sostanze allucinogene oppure un messaggio di qualche tipo? Tutte domande a cui dovranno dare risposta i due Pubblici Ministeri, Nunzia D’Elia e Mario Dovinola, a cui è stato affidato il caso e che hanno già ascoltato la ragazza, ancora non sottoposta ad alcuna indagine. Nel frattempo c’è da registrare anche un episodio di minacce e violenza ai danni di una troupe televisiva del TG La7, aggredita da due ragazzi nei dintorni dell’appartamento dove viveva Giuseppe. Prima un calcio alla telecamera e poi l’intimazione ad andare via. Ovviamente sono state avvisate le forze dell’ordine che sono giunte sul posto immediatamente. Cronaca nella cronaca, per un caso che forse si dimostrerà solamente un abuso di metadone, ma che per il momento lascia ancora qualche domanda senza risposta.