PAMELA MASTROPIETRO TORNA A CASA LE INDAGINI SVELANO NUOVE INTERCETTAZIONI

DI CLAUDIA SABA

E così Pamela Mastropietro, torna finalmente a casa.
Nella sua città, Roma, dove, domani, sarà accompagnata nel suo ultimo viaggio terreno.
Tante le persone a salutarla, oggi a Macerata, e tante altre la saluteranno al suo arrivo a Roma.
Termina qui, il viaggio di Pamela, la ragazza di 18 anni stuprata, uccisa e poi fatta a pezzi a Macerata.
Le indagini invece, proseguono arricchendosi ogni giorno di nuovi indizi contro alcuni degli indagati, già tratti in arresto.
È di ieri la frase choc, intercettata dagli inquirenti nel carcere di Ancona tra Lucky Awelima e Desmond Lucky.
“Il 30 gennaio Innocent mi telefonò chiedendomi se volevo andare a stuprare una ragazza che dormiva. Io però, risposi che non ero interessato”.
I presunti colpevoli sono accusati di aver ucciso e fatto a pezzi Pamela Mastropietro. Il corpo era stato ritrovato in due trolley abbandonati in un fosso a Pollenza.
In un’altra conversazione, Awelima ha detto, di essere venuto a conoscenza che Pamela era stata stuprata.
La violenza sessuale, fino ad ora, non è mai stata riconosciuta dal gip.
E per oggi è previsto un nuovo interrogatorio per Oseghale, nel carcere di Marino del Tronto, dove è già detenuto con le accuse di vilipendio, distruzione, occultamento di cadavere e detenzione di droga a fini di spaccio.
Ora dovrà rispondere anche dell’accusa di omicidio.
La Procura aveva provato a contestare la violenza sessuale mai presa in considerazione dal gip per “mancanza di gravi indizi di colpevolezza”.
Nei giorni scorsi, un’altra testimonianza, era arrivata da parte di una donna, con il nome immaginario di Selvaggia: “Esiste un sistema Macerata. Droga e prostituzione minorile per alimentare un giro di festini a luci rosse in cui sono coinvolti personaggi bene della città” dice a RaiNews24.
La donna racconta che dieci anni fa, dopo aver assunto droga, stordita e in stato di totale incoscienza era stata accompagnata dal fidanzato in una villa lontana dalla città e lì ricorda di aver incontrato molti uomini tra cui tre poliziotti, un avvocato e altre persone appartenenti all’alta borghesia di Macerata. Nonostante due esposti presentati dai genitori alla Procura della
Repubblica, il
fascicolo di entrambi, scomparve misteriosamente
Selvaggia nell’intervista, ipotizza che a Macerata possa esistere un giro di prostituzione minorile legato allo
spaccio di droga, finalizzato all’organizzazione di festini a luci rosse in cui sarebbe coinvolta sia la mafia nigeriana che gestisce l’accoglienza, sia un sistema omertoso che grazie all’influenza di alcuni personaggi della Macerata “bene” riesce a nascondere ogni traccia dei reati commessi.
E così la tragedia di Pamela, permette a Selvaggia di riaccendere i riflettori anche sulla sua storia e riprendere quelle indagini, mai iniziate.
Pian piano, dopo tante difficoltà, dovute alle condizioni in cui è stato ritrovato il corpo di Pamela, i tasselli di questo assurdo omicidio, cominciano ad incastrarsi tra loro.
Pamela torna a casa e certamente i colpevoli pagheranno. Chi di dovere, si occuperà di raccogliere tutto ciò che ancora manca, per giungere alla verità.
Domani saranno in tanti a salutarla. I suoi amici, il suo ragazzo, la mamma, il papà e tutte le persone che le volevano bene.
Alcuni saranno in lacrime, altri in silenzio.
Qualcun’altro si vergognerà.
Dalla pagina facebook lo zio di Pamela e legale della famiglia Mastropietro,
Marco Valerio Verni, oggi a Macerata ringrazia tutti i cittadini:
“Voi, con la vostra presenza, avete testimoniato l’orgoglio di una città che è stata e che deve tornare ad essere una città di Pace.
Grazie per esserci stati e grazie a coloro che ci saranno domani.
Io, baciandoti un’ultima volta sulla fronte gelida, ti ho rinnovato la promessa che andrò fino in fondo. Fino alla fine”.
Fino a quella fine che tutti noi, ci aspettiamo di vedere scritta, al più presto.