LO SQUALLIDO PANORAMA POLITICO ORBO DEL CONGIUNTIVO

DI RUGGERO MARINO

La politica dei grillini è fondata sul grilletto. Sparano a zero da tutte le parti. Non rinunciano nemmeno al fuoco amico, facendo regolarmente fuori qualcuno dei loro. La storia insegna che non c’è pericolo maggiore di quelli che si considerano unici e puri. Pronti a denunciare la pagliuzza nell’ occhio dell’avversario ignorando la trave che a volte è nei loro. Non è che uno ce l’abbia con loro per partito preso. Anche perché qualche buono acquisto lo hanno fatto, guarda caso fra quei giornalisti che tanto odiavano. Ma cosa ci si può aspettare da un partito nato e cresciuto sul “vaffa”? Sulle urla e le battute in libertà di un comico? Sul manichino della Rinascente senza lavoro in pianta stabile del loro leader? Cosa ci si può aspettare da un gruppo di giovani fino all’ altro ieri senza arte né parte? Che meritano la matita rossa ad ogni congiuntivo, che non è solo prerogativa di Luigino Di Maio ma anche delle sue spalle? Che si presumono onesti fino alla controprova di una colf a quanto pare non in regola. Per cui si cerca di metterci una foglia di Fico. Quello famoso per ascendere al Quirinale a piedi con tanto di scorta alla Kim Jong-Gun.
Senza contare il patrocinio di quel Travaglio (nomen homen) che si è arricchito con il copia incolla, ma solo di quello che gli faceva e gli fa comodo, agitando la penna (indubbiamente arguta) e la parola come un Torquemada dei poveri. Cosa che, per inciso, i grillettini non sono più. Basta vedere come si sono trasformate le loro donne. Ieri sciamannate, oggi inappuntabili di trucco e parrucco. Persino quella Taverna (nomen homen) dal linguaggio appunto da taverna arrivata, povera Italia, al ruolo di vicepresidente del senato. Vero è che il panorama è decisamente squallido in larga maggioranza, visto che la ministra della pubblica istruzione, la Fedeli dal capello alla medusa di Caravaggio, è la paladina dell’ italiano stuprato. Ma pretende, pare, che gli insegnanti abbiano la laurea, lei che può vantare appena un diploma. E se invece da domani un esame serio diventasse obbligatorio per quelli che si vogliono dare alla politica? Perché solo loro hanno l’ esclusiva della libertà d’ ignoranza? Tanto più che dovrebbero rappresentare un Paese culla di arte di cultura.
(www.ruggeromarino-cristoforocolombo.com)