TRA SITUAZIONE POLITICA IN STALLO E NECESSITA’ DI CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE

DI STEFANO LABINI

Il PD non guadagna da questa situazione di stallo perchè le sue politiche non hanno migliorato le condizioni di vita della maggioranza della popolazione. Gli italiani sono talmente disperati che continueranno a dare il voto al M5S e alla Lega che non hanno avuto responsabilità di governo negli 7 anni. Ma se non si cambia la legge elettorale si potrebbe riprodurre una situazione simile a quella attuale e nuove elezioni non servirebbero a niente. L’unica possibilità potrebbe essere che il centrodestra vinca senza aver bisogno di nessuno ma in tal caso ci sarebbe un grosso problema tra Forza Italia e la Lega perchè la Lega sarebbe su posizioni di contrasto con l’Europa mentre dubito che l’ex Cavaliere abbia le palle per andare contro Bruxelles e Berlino anche perchè deve salvaguardare le sue aziende. Anche l’ex Cavaliere tiene famiglia.

Stiamo arrivando alla resa dei conti: da una parte diventa sempre più concreto il rischio di un governo tecnico stile Monti che viene spinto da Mattarella, l’ex Cavaliere, il PD, le banche e Confindustria e da Bruxelles e Francoforte; dall’altra ci sono ancora piccole possibilità di un governo politico M5S – Lega che potrebbe nascere come un governo a tempo ma che poi potrebbe anche prolungarsi segnando una discontinuità nei rapporti con l’Europa. Il gioco delle tattiche è delle furbate è finito anche perché bisognerà affrontare una situazione economica e di conti pubblici che diventa sempre più preoccupante.

A me è rimasto questo dubbio: il M5S voleva fare un accordo con Lega /PD o si stava costruendo delle giustificazioni per tornare al voto il prima possibile ? Perché se proponi un accordo con la condizione che Di Maio deve essere il premier già ti stai pregiudicando la possibilità di fare l’accordo. Nei panni del M5S avrei offerto a Salvini la presidenza del Consiglio e mi sarei preso Economia, Sviluppo Economico e Lavoro: è lì che si fa la politica economica e sarebbe stato un modo per stanare Salvini mettendolo con le spalle al muro. Anche Craxi fu presidente del Consiglio con la DC partito di maggioranza relativa. A questo punto vedremo se l’economia peggiorerà, i conti pubblici andranno sotto pressione e il disagio sociale crescerà. In tal caso potranno essere considerate nuove soluzioni come la Moneta Fiscale.

E bravo Beppe Grillo che esce dall’ibernazione e rilancia l’idea assurda del referendum sull’euro che prima richiede una legge costituzionale approvata dai 2/3 del parlamento e, nel caso non venisse approvata, un referendum per poi poter fare il referendum sull’euro. Nel frattempo i mercati ci farebbero a pezzi e l’Italia rischierebbe di spaccarsi a metà tra chi vuole uscire e chi no. Un vero capolavoro. Invece un’opzione come la Moneta Fiscale che potrebbe essere lanciata in tempi rapidissimi è stata completamente abbandonata. E nel frattempo il M5S ha cercato (o ha fatto finta di cercare) un accordo col PD il partito più allineato alle politiche di austerità che ci sia in Italia. Da non credere.