IL GOVERNO NEUTRALE DEL PRESIDENTE? MONTI: IS MISSION IMPOSSIBLE

DI CARLO PATRIGNANI

Sei personaggi in cerca d’autore hanno movimentato il teatrino della Politica in questi noiosi, tediosi sessanta e passa giorni dal terremoto elettorale del 4 marzo.

In ballo c’era, e c’è ancora, l’ambitissima poltrona di Palazzo Chigi da dove si dirige il governo, mai neutrale, del Paese: pochissime volte per i molti, i cittadini, moltissime invece per i pochi, le elite imprenditorial-finanziarie.

Dei sei personaggi in cerca d’autore, i primi due che si catapultano sul palcoscenico del teatrino della Politica ancora in allestimento per la messa in scena della celebre opera del drammaturgo Luigi Pirandello Il gioco delle parti, rivendicano, ciascuno per se, lo scettro di Premier per una vittoria virtuale, che sta solo sulla carta.

Ai due loquaci e un pò garruli contendenti, si aggiungono subito due vecchie volpi, che di solito dovrebbero finire in pellicceria: due spiritosi bulli eleganti, un pò balbuzzienti che, a loro volta, rivendicano, nonostante una sequenza di débacle elettorali, la governabilità impraticabile in loro assenza.

L’uno, fintamente appostato sul colle Aventino, prima declina qualsiasi contatto e contratto: noi stiamo all’opposizione, poi folgorato sulla via del colle Quirinale accetta e fa accettare (al PdR) per rispetto del quinto illustre e canuto personaggio l’idea del governo neutrale del Presidente.

L’altro invece preferisce palazzi – Grazioli – e ville – Arcore – da dove far sentire la sua voce roca e altisonante: senza di me non si fa alcun governo salvo esser anche lui folgorato sulla via del colle Quirinale: il governo neutrale del Presidente? Si può vedere, magari con qualche aggiustamento lessicale.

Le due vecchie volpi che sarebbero dovute finire in pellicceria si sostengono a vicenda con messaggi in codice rendendo entrambi di fatto congelati i voti arrivati alle rispettive truppe camellate, ben collaudate e affiliate al patto del Nazareno.

Così i due loquaci e un pò garruli contendenti dello scettro di Premier, vedono pian piano allontanarsi Palazzo Chigi non più a porta di mano, come in cuor loro credevano, ma reso inaccessibile dalle due vecchie volpi che, ciascuno a modo suo, credevano se non alleati certamente non ostili.

Lo stallo sopraggiunto, dopo più di sessanta giorni passati tra colloqui ed incontri vis-à-vis apparentamente brillanti, salvo impreviste docce scozzesi, registra la comparsa inattesa di un sesto personaggio che, senza batter ciglio, detta a Politico (www.politico.eu) la ricetta per uscire dall’impasse.

Quella escogitata dal quinto illustre e canuto personaggio, il governo neutrale del Presidente is mission impossible (è una missione impossibile) nell’attuale impasse della Politica, chiarisce a Politico, meglio sarebbe tornare alle urne entro la fine di quest’anno e prolungare il mandato dell’attuale governo provvisorio del Primo Ministro Paolo Gentiloni fino a quando non sarà possibile votare.

Questo perchè, scandisce il misterioso sesto personaggio, Gentiloni è un primo ministro estremamente esperto, che è in grado di negoziare con i partner europei e ha più conoscenza delle personalità attorno al tavolo e alle tecniche di qualsiasi altro governo potenziale.

Messe così le cose ai due loquaci e un pò garruli contendenti che come i pifferai che andarono per suonarle e furono suonati, non resta che urlare sempre più forte: siamo stati boicottati e alle due vecchie volpi obtorto collo far come Garibaldi a Teano: obbedisco.

E al quinto illustre e canuto personaggio del Quirinale? Miglior assist non poteva arrivare e proprio al 90° per salvare il soldato Paul : un assist provvidenziale – e lo si vedrà a breve – che vien non da altri colli ma da Monti, quel Mario Trilaterale fatto prima senatore a vita e poi Premier dal predecessore al Quirinale, Giorgio Napolitano.

E’ Il gioco delle parti che i due loquaci e un pò garruli contendenti entrati sul palcoscenico della Politica un pò troppo baldanzosi non hanno, e non solo per inesperienza, capito fino in fondo, tanto da metter a rischio, più il M5S che la Lega, il congruo patrimonio di voti venuti dai milioni di elettori delusi da una sinistra che si è smarrita: non seguitemi, mi son persa anch’io.