IL “NEURODEPUTATO”

DI FABIO BALDASSARRI

Neologismo in attesa di approvazione da parte dell’Accademia della Crusca dopo che agli psicoterapeuti sono stati segnalati onorevoli appena eletti che vagano per i corridoi di Montecitorio con occhi sbarrati, curiosi tic e manie persecutorie nei confronti di chi presumono possa rivelare loro la data del ritorno alle urne.

Pare che sul lettino degli analisti se ne siano già stesi alcuni che confessano di avere debiti con equivoche società finanziarie che li hanno impegnati al rimborso in cinque anni basato sulla previsione di una indennità lorda mensile di € 11.703 + € 3.690 (rimborso delle spese di mandato) pena terribili ritorsioni.

Meno frequenti i cosiddetti “responsabili” con sensi di colpa per essersi già resi disponibili a voltare gabbana onde salvare la legislatura. Totalmente assente la sintomatologia tipica della mancata elaborazione del lutto perché, sostanzialmente, indifferenti al danno che in ogni caso ne deriverà per la lista con cui furono candidati, e/o per il Paese.

In difficoltà gli psicoterapeuti: il disturbo del neurodeputato non è previsto fra le nevrosi o le psicosi dell’ultimo DSM V (Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders, number five); alcuni più esperti in materia ritengono che si tratti di un disturbo borderline e collaborano all’indagine randomizzata prevista dai protocolli internazionali per l’inserimento nel DSM VI.