PHYLLIS, LA DONNA CHE AMA IL MARITO PUR NON RICORDANDONE IL NOME

DI ANNA LISA MINUTILLO

Phyllis è una donna di 58 anni che vive a Nashville, nel Tennessee. Una vita normale, una famiglia che vive la sua quotidianità, arricchita da 4 figli adolescenti. Una vita che si svolge in modo sereno fino a quando nel 2013 a Phyllis viene diagnosticata una forma di demenza giovanile  incurabile.
Da quel giorno la vita per tutti loro cambia, così, all’improvviso, senza dare possibilità di replica, inesorabilmente ma in modo costante.
Una strada lungo il declino, episodi che vengono dimenticati, parole che non arrivano fluide come accadeva fino a poco tempo prima, giorni che ti fanno perdere qualcosa ma che regalano fortunatamente altre scoperte, altre conferme.
Cose che erano lì, a portata di mano e che forse venivano date per scontate, situazioni che avrebbero fatto fuggire altri compagni qualora si fossero ritrovati al posto del marito di Phyllis, amori messi alla prova, che solidi sfidano la sorte o che deboli e spaventati terminano.
Quando i sintomi della malattia iniziarono, neanche Phyllis riusciva a comprendere cosa le stesse accadendo, ha pensato alla stanchezza fisica, ad un periodo di stress che stava attraversando, ma non poteva certo sapere che la sua vita si sarebbe trasformata completamente con l’incedere del tempo.
Una giovane donna che inizia a dimenticare, a muoversi goffamente, una donna che comunque ha delle responsabilità, una famiglia da gestire, dei figli da seguire, una casa da mandare avanti e che sicuramente si sente spaventata da quanto le accade.
Così la vita quotidiana cambia radicalmente, dopo la diagnosi della malattia, smette di lavorare, ha bisogno di assistenza continua anche per le piccole cose da sbrigare, la vista si abbassa, non può più guidare, perde l’autonomia , così senza poter arrestare la situazione.
A 53 anni si ha un corpo ancora giovane che ne ospita uno vecchio, e non lo hai scelto, lo stai subendo.
A volte pensiamo che sarebbe bello dimenticare, magari qualche episodio che ci ha arrecato sofferenza, magari delle scelte fatte che con il senno del poi reputiamo sbagliate, magari un insuccesso e non ci rendiamo conto di quanto invece sia importante tenere viva la memoria  di ciò che siamo stati e di ciò che ancora dobbiamo essere.
Ci sono modi differenti per affrontare situazioni come questa, ci sono famiglie che si disfano per una sciocchezza ed altre, come in questo caso, che si compattano e si aiutano.
Phillys ha imparato a dare altre priorità alla sua vita, ha imparato a concentrarsi su ciò che ancora le rimane piuttosto che su ciò che ha perso, mantenendo viva una sola cosa che è poi quella che le dà la spinta per resistere a questi urti della vita: l’amore.
Ciò che non è cambiato è l’amore che continua ad avere per suo marito, di cui non ricorda il nome ma che sa essere li sempre presente, sempre accanto a lei.
Infatti dal 2013 è proprio suo marito, il suo amore a prendersi cura di lei, ogni giorno, ogni notte.
Un amore che dura da 34 anni il loro, un amore che conforta e che non ha dimenticato, un amore che si prende gioco anche della memoria da quando ha iniziato a fare i capricci, sfidandola e dicendole io sono qui e nulla potrà  cambiare questo fatto. 
Un amore che si occupa a tempo pieno di lei, che la culla tra le braccia, quasi come fosse una bimba impaurita che ha bisogno di coccole.
Un amore bello da vedere e da vivere ma anche da testimoniare per dargli la possibilità di giungere nei cuori delle persone, per spronare quanti hanno bisogno di essere incitati, per regalare almeno una volta l’immagine non solo di uomini che uccidono le loro donne ma che se ne prendono cura realmente e non solo a parole.
34 anni che urlano: anche se la nostra vita è cambiata, non siamo cambiati noi, Phyllis non ricorda il nome di suo marito ma sa che tra le sue braccia è protetta e si sente al sicuro ed è questo ciò che conta davvero.
Può sembrare retorica, magari solo frasi banali, buttate li a chi legge senza andare oltre, ma ce n’è  bisogno in un mondo dove non passa giorno che le cronache denunciano solo morte, mancanza di rispetto, egoismi ed ego smisurati a caccia di attenzioni ed ai danni delle donne;  che ad essere “notizia” diventi l’amore, quello vero, quello che supera ostacoli inaspettatamente, quello che sa sempre cosa dire e cosa fare anche quando non è semplice da gestire, anche quando indubbiamente può spaventare.
Per una volta, per una volta soltanto dovrebbe essere focalizzata qui l’attenzione, perché anche oggi sono ben tre le donne vittime di mani che hanno ucciso e fermato quello che non hanno mai apprezzato, chiamando e confondendo l’amore con qualcosa che di amore non aveva nulla.

Kelli Taylor, una dei loro figli , ha postato una foto dei genitori diventata virale su twitter, segno questo che non sono solo i video di violenza e bullismo gratuiti ad essere cliccati, che le persone forse non sono tutte così “cattive” devono solo trovare la forza di non dimenticare esattamente come ha fatto Phyllis che di questo amore si nutre continuando a modo suo a donare.

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