PER “IL CAPITANO MARIA”, UN MIX DI EMOZIONI, EVENTI E SORPRESE. IL SUCCESSO? UNICA CERTEZZA

DI RENATA BUONAIUTO

Ancora un grande successo per la prima serata di RaiUno, che ha raggiunto uno share del 28.5%, superando i 7 milioni di telespettatori con la fiction “Il Capitano Maria”.
Le fiction, stanno oramai conquistando il grande pubblico, quel mix di realtà e fantasia, di leggerezza e profondità, di quotidianità e mistero è diventato per molti un piacevole momento di evasione, se poi ad interpretarle ci sono attrici del calibro e del fascino di Vanessa Incontrada il successo è solo una questione di ore.
La storia sembra partire da un filone già visto e più volte raccontato dalla stessa Incontrada, ma con il passare dei minuti la trama si complica sempre più. C’è Maria, capitano di polizia ed i suoi due figli. Luce, una giovane in piena “crisi adolescenziale” e profondamente ferita dalla scomparsa improvvisa e prematura del padre, ed il piccolo Riccardo di soli 9 anni ma, molto più maturo e saggio.
Vivono a Roma, Luce ha pericolose “frequentazioni”. Alcol e fumo le sue armi per provocare ed umiliare la madre. Per arginarne i rischi, Maria prende una decisione, ritornare nella loro casa a Bari, quella in cui vivevano prima che “quell’infarto” o presunto tale, spezzasse le loro vite.
Ma anche a Bari i problemi non mancheranno. Quella che il capitano riteneva una “tranquilla” cittadina, si dimostra subito un’ulteriore palestra di vita. Mentre effettua un routinario giro di perlustrazione in città, incrocia un bimbo extracomunitario, cerca di avvicinarlo ma il bambino scappa via e si getta in mare, riesce a salvarlo ma scopre che il piccolo indossa una cintura esplosiva. Da questa scoperta parte un’indagine.
Un ulteriore attentato dinamitardo, è previsto nelle ore successive, questa volta a danno di un’istituto scolastico, dove sono anche i suoi due figli.
Dietro questa minaccia c’è il “Patriarca”, un anziano signore condannato all’ergastolo ed in regime di detenzione 41 bis, che sostiene di poter fermare la potenziale strage in cambio della libertà.
Un ricatto che non può essere accettato ma che oltre alla drammaticità degli eventi, dimostra la fallacità del sistema carcerario.
Salvare i ragazzi si dimostra complesso ma, rintracciata una via di fuga nei sotterranei della scuola, resta il problema Luce, che si è appartata con un compagno di classe, provocatore, arrogante oltre che coinvolto in un giro di spaccio.
I minuti scorrono veloci, la paura dell’esplosione ha oramai coinvolto tutti ma c’è una ragazza appassionata di “algoritmi” e “avatar”, che si collega misteriosamente al suo tablet, localizza il luogo dov’è appostato il sicario, contatta un uomo “misterioso” e prima che possa premere il tasto del telecomando l’uomo viene ucciso.
Una storia ricca di risvolti che nelle prossime sette puntate proveremo a chiarire ma, dietro la quale si muove magistralmente Vanessa Incontrada, miscelando nelle dosi giuste, pathos, amore, tensione, dolcezza, ricordi, speranze.
L’attrice Vanessa Incontrada, spagnola doc, nata a Barcellona il 24 novembre del 1978, muove i suoi primi passi come modella ma dal 2000 i suoi passi diventano giganteschi e dall’esordio radiofonico, prosegue al fianco di Giancarlo Magalli in “Subbuglio”. Nel 2003 passa al grande schermo “Il cuore altrove”, regia di Pupi Avati, compagno d’avventura Neri Marcorè. Un grande successo a cui faranno seguito impegni per il piccolo schermo con “Zelig”, “Festivalbar 2005”, Simona Izzo la sceglie per “Tutte le donne della mia vita”, con Luca Zingaretti e poi le fiction targate RaiUno, “Un’altra vita”, “Non dirlo al mio capo”, per la quale è già in lavorazione la seconda serie. Non disdegna il teatro e non dimentica la conduzione, insomma un curriculum di tutto rispetto, conquistato con impegno e professionalità. Una donna, un’attrice a 360 gradi capace di far innamorare ma anche d’incutere rispetto, fondendo sensualità e dolcezza, tenerezza e durezza con una semplicità ed una naturalezza tutta personale.
Lunedì 14 maggio la seconda puntata, ci attendono ancora colpi di scena e spunti di riflessione sul difficile rapporto madre figlia. Per Aldo Grasso “troppa carne a cuocere”, per noi finalmente qualcosa di nuovo e completo che ci terrà incollati al televisore e che riuscirà a sorprenderci. Il suo giudizio critico vede nella frase “Tu credi in Dio? Sì, ma lui non crede in me”, la “battuta” più bella di tutta la puntata, forse non si tratta di una “battuta” ma, di un ulteriore spunto per riflettere. Sarebbe opportuno iniziasse a farlo anche lui.