GUIDO CAPRINO E I SUOI MIRACOLI

DI MARIO COCO

Due giorni fa, 8 maggio, è andato in onda il primo episodio de “Il Miracolo”, nuova serie Sky scritta e diretta (insieme a Francesco Munzi e a Lucio Pellegrini) da Niccolò Ammaniti. Ad interpretare il ruolo del presidente del consiglio, protagonista della storia, troviamo Guido Caprino, un attore particolarmente attivo nel mondo della fiction.
Nato a Taormina nel 1973, ma cresciuto nella vicina Nizza di Sicilia, dopo diverse esperienze come modello e come attore di teatro, approda al cinema grazie al cortometraggio del regista messinese Massimo Coglitore “Deadline” (2002), al quale segue la prima fiction “Vento di Ponente” (2003). La consacrazione avviene però nel 2005, anno in cui gira “Il regista di matrimoni” di Marco Bellocchio. Inoltre, grazie alla popolarità data dalle sue partecipazioni a numerose serie tv, come “Medicina Generale” (Rai 1, 2007), “Crimini” (Rai 2, 2007) e “Amiche Mie” (Canale 5, 2008), nel 2007 interpreta il co-protagonista nel celebre film “I Viceré” di Roberto Faenza.
Nel 2008, alla luce dei primi miracoli compiuti nella sua carriera, torna a Taormina per girare “Un Amore di Gide”, film curioso di Diego Ronsivalle. L’anno seguente Davide Marengo e Luca Ribuoli lo vogliono protagonista ne “Il Commisario Manara” (andata in onda su Rai 1 dal 2009 al 2011), che ottiene un notevole successo. Allo stesso periodo appartengono anche i film “Lo Spazio Bianco” (2009) di Francesca Comencini e “Noi Credevamo” (2010) di Mario Martone.
Come se non bastasse il fortunato caso Manara, nel 2015 arriva quello che è forse il vero e proprio miracolo di Caprino: la serie Sky “1992” (seguita nel 2017 da “1993”), in cui abbandona del tutto le origini siciliane per lanciarsi nel ruolo dello spietato leghista Bosco, accanto a Stefano Accorsi e Miriam Leone.
Dopo il successo di “Fai bei sogni” (2015) di Marco Bellocchio, in queste settimane potremmo seguirlo insieme ad Alba Rohrwacher ne “Il Miracolo” di Ammaniti, consapevoli di ammirare un attore che ha fatto del trasformismo e dell’introspezione i suoi marchi stilistici.