IL “RESPONSABILE”

DI LUCA SOLDI

Mentre Mattarella volava a Firenze per una iniziativa e qualcuno prendeva paura per un falso pacco bomba posizionato proprio nello scalo toscano, a Roma il pregiudicato Berlusconi con un forte atto di responsabilità permetteva la nascita del primo esecutivo Lega-Cinquestelle.

La Repubblica può tornare a “sorridere” come lo ha fatto da qualche decennio a questa parte
Silvio Berlusconi dunque ha ceduto pur volendo restare ago della bilancia quando annunciato che Forza Italia non porrà alcun vento all’eventuale nascita di un governo tra Lega e M5S.
Ma ha pure detto che non si spingerà oltre. Non chinerà il capo un’altra volta.
Ha deciso che a questo esecutivo non voterà la fiducia. Guarderà, ma non solo, dall’alto come lo fanno i grandi vecchi nei confronti della propria stirpe.
Un modo per dire che se l’intesa tra Salvini e Di Maio non non dovesse buon fine, «nessuno potrà usarci come alibi di fronte all’incapacità o all’impossibilità oggettiva di trovare accordi fra forze politiche molto diverse». La sua posizione il Cavaliere l’ha resa nota con un comunicato diffuso in serata. Hanno comunque sortito effetto le pressioni che si erano intensificate con il passare delle ore .
In particolare non ha potuto più dilungarsi dopo che in mattinata Matteo Salvini e Luigi Di Maio avevano raggiunto un accordo per chiedere al Quirinale 24 ore di tempo per provare a mettere insieme un governo «politico» e scongiurare così l’ipotesi dell’esecutivo «di servizio» avanzata dallo stesso presidente Mattarella dopo il nulla di fatto delle consultazioni.
Il primo a ringraziare, dimenticando ogni ipocrisia, è stato Matteo Salvini. «Rimane da lavorare su programma, tempi, squadra e cose da fare – ha sottolineato il responsabile della Lega -. O si chiude veloce, o si vota». Poi ha calato il carico: «Per me sarebbe un onore guidare il Paese». Intanto Di Maio, che ha parlato subito dopo con i cronisti, ha evitato inutili entusiasmi : «Iniziamo dai temi poi i nomi. La cosa importante è il contratto di governo”.
Adesso superato lo “scoglio” Berlusconi sarà il caso che si torni a parlare di cose concrete, delle “necessità” promesse al popolo degli elettori.
La ricreazione, il tempo dei tentativi, dei forni sembra scaduto c’è un Paese sempre più desolato che aspetta la fuori.